Il Tirreno

Livorno

l’assetto societario 

Dopo 4 mesi di sparate È tutto come a Settembre

G.C.

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LIVORNO. Quattro mesi dopo il famoso incontro di Genova sotto la regia di Banca Cerea, l’assetto societario del Livorno è ancora il solito. Col suo 34% Umberto Casella (insieme al suo socio cubano Lopez Nunez Yadira) è ancora il principale azionista della società attraverso la Sicrea Srl, capitale sociale 10mila euro. Gli altri azionisti sono Rosettano Navarra, che detiene ancora il 21% attraverso la Nh Investimenti, Silvio Aimo che ha il 18% con la sua Tkm, Mauro Ferretti, col 17% in mano alla sua Lucentissima, e Aldo Spinelli che detiene il 10% attraverso la Spingest.

Come si vede, nonostante le litigate furiose, le sparate, le dichiarazioni di Navarra da una parte e del gruppo piemontese dall’altra, i grandi propositi di Carrano e Mariani, la promessa di Heller di prendersi una parte delle quote amaranto, non è cambiato niente dal punto di vista dell’assetto societario.

Molto, invece, da allora è cambiato nei rapporti di forza: perché, come era evidente già all’epoca e come il Tirreno scrisse fin dal primo giorno, i piemontesi hanno dimostrato di non essere in grado di sostenere l’impegno economico e dunque il pallino è tornato in mano ad Aldo Spinelli, l’unico ad oggi - dopo il disimpegno di Navarra - in grado di far andare avanti la società. A partire dalla famigerata fideiussione, che ancora non è stata presentata e che rischia di far saltare il banco.

Ora all’orizzonte è comparso Franco Favilla: sarà l’ennesimo bluff o la svolta? —



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