Il Tirreno

Livorno

la preside 

Ok la risposta delle famiglie

S.F.

Mariani: «Gli studenti si sono  presentati in numero  sufficiente a questa prima  tornata. Se servirà passeremo all’estrazione a sorte»  

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livorno. «Siamo contenti di essere la scuola apripista. Siamo uno degli istituti più numerosi e probabilmente il criterio di scelta per la partenza è stato questo. Appena contattati dall’Usl, abbiamo subito diramato una comunicazione generalizzata a tutti i genitori, per ottenere il consenso ai tamponi per i ragazzi. La risposta è stata tempestiva, massiccia e favorevole. Ciò significa che le famiglie ci seguono, ci danno fiducia e questo per noi è un elemento fondante». Così parla Manuela Mariani, dirigente scolastica dell’Iti Galilei, felice di poter ospitare fin dalla prima ora medici e infermieri.

«Fare i test rapidi – prosegue – vuol dire fare prevenzione, anche se la scuola è già ripartita. Cominciare a testare anche solo cinque ragazzi per classe, in un programma che vede continuità per tutto l’anno scolastico, è comunque un toccasana».

L’istituto per adesso non è dovuto ricorrere al sorteggio per stabilire i nomi dei ragazzi da sottoporre al test. «La prima fase, ovvero la raccolta del consenso delle famiglie – spiega la dirigente – ha portato numeri sufficienti per i primi test. In seguito, se sarà necessario, passeremo all’estrazione a sorte, che sarà assolutamente trasparente». Una sorta di lotteria, quindi, per decidere chi potrà fare il tampone. «Inoltre – riprende – abbiamo preferito partire dalle situazioni più fragili, ovvero classi dove c’erano stati casi di Covid o ragazzi ancora in quarantena». Venticinque studenti alla settimana, ma l’auspicio è che la quota possa aumentare. «L’Usl – fa sapere Mariani – vorrebbe testare classi complete, ma noi preferiamo variare. E magari salire con i numeri, anche perché forse siamo un po’ in ritardo. Sarebbe l’ora che arrivassero i vaccini. Comunque, con le presenze attuali (ridotte), tutto si svolge in maniera serena».

Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Florio, professore, referente Covid per la scuola. «È importante – dice – essere stati individuati come primo istituto, anche se ce l’hanno comunicato in tempi brevi e abbiamo dovuto correre per trovare i venticinque alunni, di sezioni specifiche, chiedendo l’autorizzazione alle famiglie». Un percorso preparato nei dettagli. «I ragazzi vengono chiamati nella sala Covid, allestita quest’anno per tutti i casi riconducibili alla pandemia; fanno il tampone rapido, in orario scolastico, così come deciso dalla Regione e dal dipartimento Usl». I referti andranno prima alle famiglie, che gireranno i risultati a un indirizzo email scolastico apposito. «E in caso di positività – conclude Florio – comincia una procedura che manda in quarantena la classe, alcuni professori, insomma un passaggio complesso. Con la didattica a distanza i numeri sono calati e ora aspettiamo di capire cosa accadrà. Ci sono da considerare le vacanze, il Natale, capodanno. Un aumento dei casi non è da escludere». —



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