Italia
Infermiera condannata all'ergastolo, il perito ha un altro impegno: rinviato il processo d'Appello
Fausta Bonino è accusato della morte di quattro pazienti ricoverati all'ospedlae di Piombino. I giudici hanno già fissato una nuova data per ascoltare gli esperti
LIVORNO. Uno dei tre periti che dovevano essere ascoltati ha un altro impegno e così slitta l’udienza chiave del processo di Appello a Fausta Bonino, l’infermiera condannata in primo grado all’ergastolo per la morte di quattro pazienti ricoverati all’ospedale di Piombino e uccisi con la somministrazioni letali di eparina. I giudice che dovranno confermare o ribaltare la decisione del tribunale di Livorno hanno rinviato al prossimo 3 febbraio la testimonianza degli esperti che hanno firmato la relazione chiesta dal giudice Marco Sacquegna in sede di incidente probatorio. E che di fatto ha inguaiato l’infermiera.
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Nella relazione della professoressa Emanuela Turilazzi, ordinaria di medicina legale all’università di Foggia, con i colleghi Pier Mannuccio Mannucci, Gaetano Serviddio, Luigi Cipolloni e Vittorio Fineschi, i quattordici casi che durante l’indagine sono stati via via contestati all’infermiera (tredici decessi e un sopravvissuto), sono stati analizzati, studiati, e infine divisi in quattro gruppi. Del primo fanno parte quelli per i quali la Bonino è stata riconosciuta colpevole: Bruno Carletti, scomparso il 29 settembre 2015, Angelo Ceccanti, deceduto il 2 luglio dello stesso anno, Mario Coppola, morto l’11 marzo 2015 e Franca Morganti, 9 gennaio sempre dello stesso anno. Per loro gli esperti parlano di «eventi emorragici causalmente rilevanti del determinismo del decesso e in cui vi è anche una oggettività di laboratorio della presenza di elevate concentrazioni di eparina nelle provette di sangue». Iniezioni effettuate in orari compatibili con la presenza della Bonino. Davanti ai giudici fiorentini gli esperti dovranno spiegare come e perché sono arrivati a queste conclusioni.
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