Il Tirreno

Livorno

la protesta 

Un’alunna: «Bus troppo pieni Rischio di cadere ogni volta»

S. F.
Un’alunna: «Bus troppo pieni Rischio di cadere ogni volta»

Parla una ragazza del Cecioni: «Quando non vado in scooter prendo i mezzi pubblici e resto sempre attaccata alla porta Speriamo che le cose cambino»

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LIVORNO. Tra le voci registrate quella di una studentessa minorenne, iscritta al liceo Cecioni, colpisce molto duro. «Di solito sono in motorino – dice – ma quando ho preso il bus l’ho trovato sempre pieno e sono stata costretta a stare in piedi oppure appiccicata alla porta, col rischio di cadere ad ogni fermata. Anche perché fino ad oggi hanno sempre fatto salire tutti. Speriamo che da ora in poi le cose cambino, e di trovare mezzi meno pieni, con meno gente. Mi auguro che la presenza dei tutor, in questo senso possa dare una mano».

La frustrazione: «Noi adolescenti abbiamo bisogno dei nostri spazi. Uscire la sera, uscire il pomeriggio, andare tutti a ballare, stare appiccicati. Essere liberi di fare quello che facevamo prima». «La scuola – prosegue – ci mette del suo, opprimendoci con lo studio e con la didattica a distanza. Passare giornate sui libri e al computer, arrivando alla sera con gli occhi gonfi e il mal di testa, non potendone più. Spero che col rientro in classe i carichi di lavoro siano minori. La nostra impressione è che i professori si siano approfittati del fatto che eravamo costretti a stare in casa, subissandoci con compiti e interrogazioni. Quindi non la stiamo vivendo bene, questa vita solo per la scuola».

E il “j’accuse” finale. «A scuola – conclude la giovane – non c’è tutta l'attenzione che vogliono far credere. Passando davanti a una classe, stamani, ho visto ragazzini di prima senza mascherina, lontanissimi dall’osservare le regole. Leggerezze che alla fine paghiamo care». —

S. F.

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