Per salutare dj Cioni tutti cantano “In America”: «Ciao Riccardo, la tua notte è indimenticabile»
In centinaia al funerale del musicista scomparso a 66 anni. In lacrime colleghi e amici: «Grazie di tutto, con te se vanno i nostri anni migliori»
LIVORNO. Li senti Riccardo? Cantano per non piangere. Sì, li senti. Non puoi non sentire il tuo pubblico mentre davanti al feretro che sta per lasciare per sempre la consolle, accenna il ritornello di “In America”. Il pezzo che li ha fatti ballare dentro una giovinezza infinita e ora perduta. Il brano che ha fatto entrare Cioni disc jockey nella hit-parade della musica dance. Il tormentone che da via delle Abetelle, quartiere Ardenza, che è qui a due passi dal cimitero della Misericordia, ti ha fatto conoscere, apprezzare, diventare un disco d’oro. Una star del tuo mondo che ha illuminato i nostri.
Allora, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, erano ragazzi e ragazze con i capelli lunghi e il walkman nelle orecchie: salivano in due su un Garelli smarmittato, una Vespa Px o in cinque su una Panda, per venirti ad ascoltare. Si scatenavano, saltavano, ballavano. Accarezzavano, sudati, la felicità. E tornavano a casa col tuo mixaggio in testa e un filo di voce. Adesso hanno chiome diradate, imbiancate, (ri)tinte in alcuni casi, ma non hanno scordato quelle note, quell’atmosfera che oggi canticchiano a memoria con le lacrime agli occhi per non lasciarla scappare via.
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Sono in centinaia. Ci sono tua moglie e tuo figlio Valerio in testa al corteo, in mano stringono la foto più bella di te, ci sono i tuoi fan che da un cassetto dell’armadio hanno tirato fuori le magliette di quegli anni. Sono t-shirt nere a maniche corte. Sopra, in bianco, c’è scritto: «Staff dj full time Riccardo Cioni, staff by audio box». Eccoli i tuoi colleghi: Marchino Bresciani, Steve Martin, Charlie Dee. C’è Claudio Bartoli, altro volto di quel tempo.
Arriva anche il sindaco Luca Salvetti che ti ha ricordato come una delle parti migliori dei nostri e dei suoi anni. «Un’epoca – scrive – che tutti ricordano con affetto, perché un’epoca spensierata e divertente, in quegli anni la colonna sonora per tutti noi l’ha costruita Riccardo Cioni col suo entusiasmo, la sua competenza musicale e la sua capacità di trascinare. Riccardo ci ha lasciato troppo presto (aveva 66 anni ndr) proprio mentre continuava senza soluzioni di continuità a far ballare migliaia di persone nelle tantissime serate in giro per il paese. Salutiamo un personaggio unico e con lui se ne va un pezzo della nostra giovinezza». Eccoli i ragazzi del fan club Val di Magra. «Una piccola delegazione – scrivono – ha voluto essere presente per l’ultimo saluto. Abbiamo portato lo storico striscione e donato la maglietta alla moglie che ringrazia tutti per la vicinanza. Quando finirà questo periodo organizzeremo una One Night dedicata al nostro Maestro».
È il tuo funerale, è vero, ma per il re della notte sembra più la fine di una serata. L’ultima. Sarà per l’orario, le nove di mattina, sarà perché la tua musica resterà. E adesso saresti andato a fare colazione in qualche bar lungo la strada, prima di tornare a casa. Di quello che sarebbe successo, spenti per sempre il mixer e le casse, ne avevi parlato. Come ricorda Agnese. «Mi hai sempre detto che avresti voluto una grande festa sulle note degli Earth, Wind & Fire perché erano i tuoi idoli. Questo non ho potuto farlo, ma “In America” descrive tutto quello che sei stato e che continuerai a essere. Ti prometto – prosegue la dj che con Cioni ha lavorato – che manterrò tutte le promesse che ti ho fatto, sarai sempre con noi, porterò a termine i vari progetti che dovevamo fare insieme. Hai sempre detto che nel mondo della notte sono il tuo mostro nel senso buono, una tua creazione, la tua unica erede Full Time. Troverò la forza di affrontare tutto questo anche se una parte di me è morta con te, sei stato il mio maestro, il mio migliore amico, il mio tutto, e voglio continuare a renderti orgoglioso di me come avresti voluto».
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