Il Tirreno

Livorno

dopo il flop di 25 anni fa 

Ancora tanti interrogativi Col maxi-bus si eviterebbe di sventrare le strade

Ancora tanti interrogativi Col maxi-bus si eviterebbe di sventrare le strade

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Livorno. Ecco i tasselli del puzzle del nuovo progetto.

Il nuovo percorso. Il cuore del progetto è il collegamento fra Livorno e Pisa. Ma, proprio per far decollare l’integrazione delle due città come fossero due metà di uno stesso centro, ecco che c’è bisogno di far entrare dentro ciascuno dei due abitati la linea. A Livorno si prevede un itinerario che parte da Barriera Margherita, poi Barriera Roma, da viale della Libertà la direttissima verso il centro (via Marradi, Attias, piazza Cavour, via Cairoli, piazza Grande). E fin qui è simile a quello del vecchio progetto anni ’90. Ma da piazza Grande, anziché creare una sorta di “L” e piegare verso la stazione passando da via de Lardarel e viale Carducci, la nuova ipotesi punta alla stazione marittima: quella già esistente e soprattutto quella che il gruppo Onorato-Msc hanno promesso, con la privatizzazione, di costruire grossomodo in zona Alto Fondale. Da lì verso l’ex stzione di San Marco e quella del Calambrone, poi a nord verso Pisa. La prima fermata pisana sarebbe a servizio dell’aeroporto, poi verso Pisa Centrale.

In parallelo alla ferrovia. «Abbiamo lasciato da parte la suggestione di ripercorrere il tracciato del vecchio trenino di Tirrenia perché – dice l’assessora Giovanna Cepparello – è un tragitto utile d’estate sì ma negli altri mesi dell’anno nessuno amerebbe fare il giro più lungo». Sconsigliabile anche l’ipotesi di utilizzare i binari della ferrovia tirrenica: il traffico ferroviario ha standard e requisiti suoi, chiunque abbia tentato la strada di una sorta di promiscuità dei trasporti si è ritrovato nell’impasse. Invece, secondo quanto riferito da Palazzo Civico, le Fs hanno fatto sapere di non opporsi a una linea-bis che corra in parallelo accanto ai binari già esistenti.

Metropolitana come? Viene chiamata “metropolitana di superficie” e finisce per comprendere mezzi differenti. La distinzione principale sta fra varie declinazioni di tram-treno (e dunque con presenza di binari) e qualcosa di simile a bus maxi o talvolta extra-maxi (e dunque con gomme su itinerari protetti). Il vantaggio della formula simil-bus è quello di abbassare i costi e soprattutto evitare di affrontare lo sventramento delle strade, che per mesi restano all’aria. È chiaro però che se non ci sono rotaie l’itinerario dev’essere protetto da qualcos’altro: precedenza assoluta, corsia esclusiva, verde automatico al passaggio. Solo così si può offrire puntualità, regolarità e alta intensità di passaggi. Fra le soluzioni che sembrano interessare Cepparello c’è, più che la tramvia veloce modello Firenze, il “Brt” (bus a transito rapido) o l’evoluzione successiva il “Bhls” (bus ad alto livello di servizio).

Il dialogo con Pisa. L’assessora livornese Giovanna Cepparello è andata a più riprese a Pisa per dialogare sul progetto della metropolitana con l’assessore Massimo Dringoli, che nella giunta pisana di centrodestra segue l’urbanistica. Non di rado al confronto partecipa il sindaco leghista pisano Michele Conti, talvolta la discussione si allarga all’omologo livornese Luca Salvetti. È stato chiesto un incontro all’assessore regionale Stefano Baccelli e la questione è già stata affrontata con Rfi (gruppo Fs).

Pisa è più avanti. All’ombra della Torre il dibattito su una infrastruttura che garantisca il trasporto rapido di massa va avanti da più tempo. Però, a quanto è dato sapere, aveva preso la piega di un tentativo di saldare la città all’ospedale di Cisanello.

L’occasione del Recovery Fund. C’è il rischio che il Recovery Fund sia un piatto ricco solo per le grandi aree metropolitane in grado di contare al tavolo governativo. È stato il ministro Amendola a mettere in guardia gli amministratori livornesi: le città medie e piccole o si fanno trovare pronte o rischiano di restare con il naso appiccicato al vetro della finestra. «Ecco perché Livorno punta a presentare verso metà gennaio una propria proposta di interventi con alcune linee forti sulle quali concentrare le risorse», dice il sindaco Luca Salvetti: «E non mi faccio annebbiare la vista da beghe politiche, dialogo con i sindaci di centrodestra come Conti (Pisa) e Vitarelli Colonna (Grosseto) puntando a portare a casa qualcosa di buono per Livorno. Con idee forti come la metropolitana Livorno- Pisa».

Ma anche senza… Resta da capire se non sia troppo tardi per riuscire a far decollare una progettualità così impegnativa nel giro di così poco tempo per poter puntare ai soldi del Recovery, che oltretutto ha una tempistica abbastanza stringente. «Se queste idee troveranno i fondi del Recovery, benissimo – aggiunge Salvetti – altrimenti resteranno come strategie che nei mandati successivi eventualmente altri sindaci potranno utilizzare». E Cepparello rincara: «Sull’ammodernamento della mobilità ci sono tanti fondi da poter intercettare, bisogna costruire idee». —

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