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In ospedale si teme una brusca risalita di casi
Carneglia: «Crescita attesa dopo Befana» E intanto siamo quasi a 100 in due giorni
Giulio Corsi
LIVORNO. Siamo tornati indietro di un mese: due giorni di seguito sopra i 40 nuovi contagi non si registravano dai primi di dicembre.
Purtroppo nel 2021 il conto dei tamponi positivi ha già toccato quota 87: 43 nuovi casi a Capodanno e 44 ieri.
Il dato conferma l’inversione di tendenza in corso a livello nazionale legata alle festività e all’abbassamento dell’attenzione sul distanziamento sociale.
Spiegava due giorni fa al Tirreno Luca Carneglia, direttore dell’ospedale: «Dopo l’Epifania ci si aspetta una risalita dei contagi dovuta al periodo natalizio». I segnali, purtroppo, sono già evidenti nei risultati dei tamponi effettuati in queste ore.
D’altra parte il primario di Malattie Infettive Spartaco Sani ha ripetuto fino allo sfinimento che fino a che non fossimo arrivati a zero-contagi non sarebbe stato il caso di abbassare la guardia e pensare di aver sconfitto il virus: ancora una volta aveva ragione lui. Il Covid in città non ha mai smesso di circolare e l’arrivo del vaccino, per quanto decisivo nel lungo periodo, darà i suoi effetti tra settimane se non mesi.
In quest’ottica va letto il fatto che - nonostante il calo dei ricoveri in ospedale -, per adesso Carneglia e il suo staff abbiano liberato soltanto il terzo piano del 2° padiglione, tornato a disposizione della Medicina, mentre gli altri reparti Covid restano aperti.
«Stiamo valutando l’eventuale ritorno del 9° padiglione alla sua funzione originaria di Malattie Infettive, ma è una valutazione che necessita di assoluta prudenza, perché dobbiamo farci trovare preparati ad un’eventuale ripartenza dei contagi», dice Carneglia.
Sul tavolo c’è anche la chiusura - almeno temporanea - della Terapia Intensiva Covid al 2° padiglione e la concentrazione dei casi più gravi nel reparto di Rianimazione al 15° padiglione.
Ieri i dati dei posti letto parlavano di 49 persone contagiate ricoverate in ospedale, di cui 5 in Terapia Intensiva.
Stiamo raccogliendo adesso i frutti del calo dei contagi partito a inizio dicembre. Lo stesso vale per il numero dei morti, che sono in assoluta diminuzione (per adesso l’Asl non ha registrato alcun decesso datato 2021).
Il timore è che se l’aumento dei contagi continuerà, a breve vedremo risalire i ricoveri e nelle settimane successive anche i morti. «Finché ci saranno nuovi casi, ci saranno ricoveri, Terapie intensive e decessi - è il mantra di Sani -. L’andamento dei casi positivi, dei ricoverati per sintomi, dei ricoverati in terapia intensiva hanno la stessa curva, con tempistiche ritardate l’uno dall’altro». —
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