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Taglio del nastro (simbolico) per l’angiografo dei pacemaker

G.C.
Taglio del nastro (simbolico) per l’angiografo dei pacemaker

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LIVORNO. La cerimonia dei vaccini che si è svolta domenica mattina è stata anche l'occasione per il presidente della Regione per visitare il reparto di Cardiologia dove il mese scorso è stato inaugurato il nuovo angiografo, dedicato in particolare all’installazione di pacemaker e defibrillatori.

La visita è stata improvvisata e al 15° padiglione Giani, accompagnato tra gli altri dal direttore generale dell’Asl Letizia Casani e dal direttore dell’ospedale Luca Carneglia, ha trovato gli operatori che avevano appena terminato un intervento.

È stato l’infermiere dell’Emodinamica Veniero Tonfoni a illustrare al presidente il funzionamento del nuovo macchinario e la sua importanza per l’attività del reparto dopo un simbolico taglio del nastro.

«Questo angiografo - ha spiegato - ci consente di poter svolgere l’attività di impianti di elettrofisiologia in maniera nettamente superiore dal punto di vista della qualità rispetto all’apparecchiatura precedente, ma rappresenta anche una garanzia per la rete infarto, fungendo da macchina di riserva qualora l’angiografo dell’Emodinamica si guastasse».

Giani è rimasto impressionato dai numeri degli interventi effettuati dai vari gruppi di lavoro del reparto guidato dal primario Umberto Baldini: il laboratorio di Aritmologia ed Elettrofisiologia coordinato dalla dottoressa Federica Lapira e composto dai cardiologi Enrico Puccioni, Enrica Talini e Alessandra Menegato effettua circa 400 interventi l’anno tra impianti e sostituzioni di pacemaker e defibrillatori. A cui bisogna aggiungere le altre procedure come gli studi elettrofisiologici e gli impianti di revael, che sono quei registratori che monitorano il cuore del paziente in tempo reale e documentano 24 ore su 24 se egli ha delle aritmie lanciando un allarme al reparto.

Poi c’è l’attività dell’Utic, diretta da Alberto Genovesi Ebert, dell’Emodinamica diretta da Nicola Ciabatti e della rete Ima guidata da Lara Frediani. In tutto 1300 ricoveri l’anno, tra pazienti con malattie coronariche e altri problemi, oltre mille coronografie e 600 angioplastiche. —

G.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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