Il Tirreno

Livorno

parlano ristoratori e negozianti 

I commercianti sono perplessi «Le guardie? Ci adegueremo»

Flavio Lombardi

Roberto Carpenti di “Sketch” «Non possiamo costringere nessuno ad andarsene via». Andrea Bonanni (Botanic): «Basterebbe il buonsenso»

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Flavio Lombardi

livorno. I commercianti recepiscono, ma restano perplessi. Fra l’incudine della clientela che crea assembramenti e il martello di chi fa presente che serve più disciplina edinvita anche a servirsi della vigilanza privata per contenere il fenomeno.

Roberto Capenti, contitolare di Sketch, racconta dell’incontro col questore nel primo pomeriggio di ieri. «Tutti noi, gestori dei locali di via Cambini, stiamo cercando di organizzarci – dice – provando a individuare la strategia più efficace. All’ordine del giorno c’erano gli assembramenti registrati nei giorni scorsi e la cura suggerita dalle autorità è quella che dobbiamo pensarci da soli. Per stasera (ieri, ndr) era ormai troppo tardi per rivolgerci con successo ad un istituto di vigilanza, ma tempo un giorno e ci adegueremo alle richieste che sono state fatte».

Scuote la testa, Capenti, e ne spiega il motivo. «Quello che avremmo voluto far comprendere, è che ogni sforzo può essere reso vano se non c’è volontà dell’interlocutore. Possiamo solo consigliare i clienti, ma non costringerli ad andarsene quando ormai sono fuori del locale. Fra l’altro in questa strada esistono anche attività di abbigliamento e non si può chiudere una via pubblica contingentando le entrate per chi vuole fare l’aperitivo».

Andrea Bonanni, di Botanic, è sulla medesima lunghezza d’onda e ha praticamente la stessa fascia di frequentatori del locale appena lasciato: quella che va dai 20 ai 30 anni. «Già nelle ultime serate qui da noi abbiamo cercato di lavorare al meglio chiamando i vigilanti. Un surplus di costi di gestione non indifferente che si aggiunge al materiale usato per servire un aperitivo da asporto. Cose che comunque si fanno per cercare di sopravvivere e garantire lavoro ai dipendenti».

Confessa l’ultimo accadimento. «Ieri sera (domenica, per chi legge ndr) è arrivata la polizia. Gli agenti hanno potuto constatare che non è facile avere rapporto con la gente che si ribellava alle stesse divise, manifestando atteggiamenti ingestibili. Possiamo solo confidare nell’educazione e il buonsenso. Anche perché se ci fanno chiudere, con i moletti già interdetti, anche tanti ragazzi che ora si sono riversati in centro, non saprebbero più dove andare. Un danno grosso per noi e nessun ritrovo per loro. Dovrebbero capire che con più rispetto, si può riuscire a fare lo stesso certe cose».

Il tour dei locali si conclude con la Cantina Nardi e il titolare Massimo Stagno. «Ci sentiamo soli, abbandonati e demonizzati. Già prima di andare dal questore, avevo deciso che gli aperitivi d’ora in poi, li serviamo fino alle 18. Dopo questo orario, luci accese solo nel punto vendita bottiglie». —

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