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Livorno

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Il Comune: «Immobilismo noi? Assurdo, Sorgente sbaglia mira»

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LIVORNO. Il sindaco Luca Salvetti e l’assessora al porto Barbara Bonciani respingono al mittente l’accusa di immobilismo che la capogruppo M5s Stella Sorgente aveva indirizzato contro Palazzo Civico: «La consigliera pecca di grande approssimazione e scarsa conoscenza, rivolga le accuse sull’immobilismo in porto all’interlocutore giusto». Lo ribadiscono dicendosi dispiaciuti che «una persona generalmente preparata» come Sorgente si esprima «evidenziando non solo delle lacune importanti nella ricostruzione della vicenda giudiziaria e l’iter amministrativo che l’ha caratterizzata, ma anche una tendenza strumentale a voler accusare il Comune di ritardi in ambito portuale che non gli competono». Negato anche collegamento della vicenda col cambio al vertice dell’Authority.

Salvetti e Bonciani rivendicano «la correttezza del comportamento tenuto dal Comune di Livorno» e argomentano che, «in sostanza, appare chiaro come, ad oggi la mancata attuazione del Piano regolatore portuale per la destinazione funzionale delle aree menzionate che crea immobilismo non è certo determinata dall’Amministrazione Comunale che dal suo insediamento ha svolto sempre un ruolo proattivo e di supporto alla risoluzione dei conflitti che caratterizzano il porto». I due amministratori ricordano che l’Authority aveva inviato al Comune «una richiesta di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio su alcune aree (tra le quali l’ex Trinseo) a cui era stata preceduta la notifica da parte di Sintermar (in data 24 settembre 2019) anche al Comune di Livorno di un ricorso avverso agli atti finalizzati all’imposizione del vincolo espropriativo dell’area ex Trinseo».

Da Palazzo Civico si sottolinea che, «al di là della prudente decisione di attendere l’esito dei ricorsi presentati», è stata l’Authority richiedente a non aver «mai risposto alle richieste di integrazione effettuate dal Comune, con particolare riferimento alla precisa esplicitazione dell’interesse pubblico sotteso alla eventuale imposizione del vincolo espropriativo». La pubblica amministrazione, Comune incluso, deve indicare le motivazioni ma l’Authority non li ha «mai chiariti» in vista dell’adozione del provvedimento da parte del Comune.

L’immobilismo del Comune? Salvetti e Bonciani ricordano a Sorgente le sentenze del Tar sul piano attuativo di dettaglio di “autostrade del mare e porto multipurpose” in cui figura l’ex Trinseo: finito nel mirino di «numerosi ricorsi al Tar da parte delle imprese operanti in ambito portuale».

I giudici hanno ritenuto da annullare il piano attuativo di dettaglio. Il motivo? È stato approvato dall’Authority – si afferma – «in assenza di una norma di legge che preveda o fondi il potere pianificatorio della predetta Autorità». Insomma, il Piano regolatore portuale «può operare, attraverso lo strumento dell’adeguamento tecnico funzionale, solo quelle modifiche che non alterano la struttura del piano stesso in termini di caratterizzazione funzionale delle aree portuali». –



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