Il Tirreno

Livorno

i numeri dell’authority 

Banchine, una “fabbrica” con oltre 1.600 addetti

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livorno. Nelle imprese presenti nel porto di Livorno c’è un organico dichiarato che al 31 agosto scorso risultava in tutto di 1.644 addetti, dei quali «745 impiegati in società terminaliste, 332 in imprese autorizzate allo svolgimento sia delle operazioni che dei servizi portuali, 298 in imprese autorizzate allo svolgimento dei soli servizi portuali, 75 in imprese autorizzate allo svolgimento delle sole operazioni portuali, 68 impiegati presso l’agenzia di lavoro portuale». I numeri saltano fuori dal report dell’Authority che nell’ultimo comitato di gestione ha detto sì all’adozione del Piano Organico Porti: si tratta del documento strategico (con validità triennale ma aggiornato di anno in anno) con cui viene compiuta l’analisi dei fabbisogni lavorativi in porto.

«Dei 1644 addetti, – viene sottolineato – 1390 hanno mansioni operative (84,5 per cento), mentre 254 risultano essere addetti dei reparti amministrativi (15,5 per cento)».

Guardando all’andamento degli addetti operativi in parallelo ai traffici portuali (al netto delle rinfuse liquide) nell’ultimo triennio, la flessione rilevata quest’anno nell’organico portuale per via del contraccolpo del Covid è stata «nettamente inferiore alla contrazione dei volumi di traffico»: giù del 3,4 per cento gli addetti, in calo del 13,4 per cento le tonnellate di merce.

Quanto a Piombino, l’organico complessivo dichiarato dalle imprese operanti in porto a fine agosto risulta invece essere pari a 279 addetti totali (248 dei quali al lavoro in società terminaliste, 265 di essi hanno mansioni operative e solo 14 risultano impiegati in reparti amministrativi.)

Nel periodo gennaio-agosto nel porto di Piombino il parallelismo tra l’andamento degli addetti operativi del porto e dei traffici portuali (al netto delle rinfuse liquide) mostra rispetto a dodici mesi prima un calo del 10,8 per cento nell’organico portuale e del 31,2 per cento per la movimentazione. —

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