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Nella provetta non c’è nulla e l’esame va ripetuto Odissea per tornare “libero”
Il caso di un cinquantenne a casa con la famiglia dal 6 novembre «E a mio figlio è stato fatto il rapido invece del molecolare»
IL racconto/1
Magari capiterà un caso su 10.000. Ma se ti succede e quanto ti succede, soprattutto quando sei chiuso in casa da quasi un mese, è comprensibile lo sconforto e l’amarezza che ti assalgono.
E’ successo ad Andrea che oltretutto ha dovuto trascorrere giorni difficili con tutta la famiglia (lui, la moglie ed i tre figli) in quarantena ed ancora non vede l’uscita. Il primo a contrarre il covid è stato proprio il bambino di 9 anni che frequenta le elementari e che quasi sicuramente è stato contagiato in classe. Era il 6 novembre e da allora tutta la famiglia inizia la quarantena.
Nel frattempo anche Andrea e la moglie si contagiano, ma la storia che raccontiamo prende il via dal 26 novembre quando la coppia si presente alla postazione drive through per eseguire il tampone di controllo, quello che dovrebbe accertare la guarigione e consentire ai due di concludere la fase di isolamento.
«Abbiamo trascorso 3 notti a cercare di prendere l’appuntamento», racconta Andrea, ed una volta eseguito l’esame sabato sono arrivate le risposte. «Mia moglie è negativa, tutto ok. Mentre per quanto mi riguarda il referto recita così: esame annullato, campione non idoneo. Nota: assenza del tampone nel contenitore». «Incredibile - si lamenta il paziente - hanno mandato ad analizzare al laboratorio un contenitore senza il mio campione».
Il risultato di questo errore è che Andrea ha dovuto contattare di nuovo il medico di famiglia, chiedere una nuova prescrizione per eseguire il test molecolare e ripetere l’esame. Con la conseguenza che potrà essere “libero” da questo lungo isolamento solo fra qualche giorno, quando dai laboratori dell’Asl Nord Ovest arriverà la risposta del test e soprattutto se questa sarà negativa.
Tra l’altro il nostro lettore segnala anche un altro caso di cui il nostro giornale si è occupato ampiamente: quello dei test rapidi eseguiti al posto dei molecolari. «Mio figlio doveva tornare a scuola - racconta - e gli è stato fatto il tampone rapido che mi risulta si faccia solo in caso di diagnosi». Casi così, intorno a metà novembre, se ne sono verificati diversi.
«Inoltre per la bambina - conclude l’uomo - non è stato deciso di eseguire il tampone». —
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