I pediatri: «L’Asl non può cambiare le nostre ricette»
LIVORNO
«Quando abbiamo ricevuto la lettera del direttore sanitario dell’Asl, Luca Lavazza, siamo rimasti basiti: come può l’azienda sanitaria permettersi di modificare la prescrizione di un medico?».
Paolo Biasci, pediatra livornese e presidente nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri respinge la decisione dell’Asl (e della Regione) di trasformare automaticamente la richiesta di tamponi molecolari fatta dai medici ai fini della diagnosi di positività al Covid in test rapidi antigenici.
L’ASL: “PRESCRIVETE TEST RAPIDI”
“Per motivi legati alla necessaria ottimizzazione delle capacità produttive, la Regione Toscana ha disposto che i tamponi autoprenotati dal cittadino sull’apposito portale siano sempre gli antigenici rapidi, autorizzando l’Asl alla trasformazione della prestazione. Vi invitiamo a prescrivere quindi i tamponi di diagnosi con il codice del test rapido, informandovi che nel caso di codice di tampone molecolare questo sarà trasformato in test rapido”, ha scritto Lavazza a tutti i medici di famiglia e ai pediatri livornesi.
Spiegando poi che nel caso “in cui l’antigenico dia risultato positivo verrà effettuato il molecolare sul solito tampone senza necessità di ripetere la prestazione” per avere la certezza della positività.
i medici: AUMENTA IL RISCHIO CONTAGIO
«E se i test rapidi escono negativi, l’Asl che cosa pensa di fare?», si chiede Biasci.
«Mandiamo a scuola i bambini risultati negativi al test rapido? O dai nonni? Così non si previene nulla, non si blocca il virus, anzi si mandano in giro possibili contagiati», aggiunge il numero uno dei pediatri italiani.
«Il tampone molecolare – evidenzia Biasci – è il gold standard ed è l’unico utilizzato per la diagnosi di infezione da coronavirus. Il test rapido invece ha percentuali di errori anche del 20-25%. Ciò significa che potrebbero esserci falsi negativi che senza molecolare potrebbero infettare altre persone».
«fateci fare i dottori»
Biasci evidenzia anche un altro aspetto: «La decisione di modificare la ricetta di noi medici rappresenta un problema deontologico, che ha una ricaduta anche sui pazienti».
Il pediatra spiega: «Se io chiedo una risonanza magnetica per un paziente non è che in ospedale possono decidere di fargli una radiografia. Lo stesso vale per i tamponi molecolari: noi chiediamo il meglio per i nostri pazienti, vogliamo poter offrire loro la miglior prestazione che esiste, ed essa, nel caso della diagnosi per Covid, è il tampone molecolare. Non è concepibile che l’Asl decida di cambiare la nostra prescrizione ed esegua un test rapido».
La disposizione, come scrivevamo, è della Regione ed è stata recepita dall’azienda sanitaria che l’ha inoltrata ai medici: «È vero - replica Biasci -, però io ho contattato i colleghi dell’Asl Toscana Centro e dell’Asl Sud Est e nessuno di loro ha ricevuto una comunicazione come quella inviata a noi. Non mi interessa se i tamponi molecolari costano di più o se la Regione ha comprato apparecchiature per i test rapidi e deve utilizzarle. Ripeto, noi vogliamo il meglio per i nostri pazienti e se prescriviamo il molecolare, l’Asl deve garantirlo. Ci lascino fare i medici o vogliono che facciamo i passacarte?». —
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