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Serve un lockdown perché ora le persone continuano a uscire
CECINA
Da venti giorni predica a dipendenti, colleghi e familiari che l’unica soluzione per veder calare la curva dei contagi è quella di chiudere tutto. Un secondo lockdown della durata di almeno un mese.
Olinto Demi, titolare del ristorante Da Olinto a Marina di Cecina, spiega che «l’ingresso nella zona arancione implica la chiusura dei soli ristoranti e bar. Una misura che non servirà a nulla».
Secondo il ristoratore «si doveva chiudere tutto già venti giorni fa. E quando dico tutto intendo anche negozi e centri commerciali». Una misura drastica che secondo Demi può essere l’unica via per veder diminuire i contagi e, principalmente , il numero di ricoveri nei reparti ospedalieri.
«La zona arancione - spiega ancora - implica che le persone possano andare in giro ugualmente fino alle 22. Non è che, solo per fare qualche esempio, andando dal barbiere o a comprare un paio di pantaloni non ci sia il rischio di contrarre il virus. In pratica questa misura non tiene la gente in casa, serve solo a penalizzare ristoranti e bar».
Olinto Demi sottolinea che sarebbe necessario essere lungimiranti, e pensare che una drastica contrazione dei contagi adesso potrebbe, forse, portare a una riapertura dei locali per le festività natalizie.
«Già da due settimane - ripete - sarebbero dovuti restare aperti i servizi essenziali e basta, penso agli alimentari. E credo che anche l’ingresso in questi negozi dovrebbe essere regolato con maggiore attenzione, misurando la febbre e con una persona alla porta che verifica il comportamento dei cittadini. Questa normativa è assurda, perché con l’asporto fino alle 22 si manda la gente in giro e volendo il ristoratore esce per consegnare a casa fino a note inoltrata». —
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