Il Tirreno

Livorno

«Questa giunta non valorizza le competenze del territorio»

Alfio Baldi Coordinatore Italia Viva Livorno
«Questa giunta non valorizza le competenze del territorio»

Le scelte fatte dal presidente Giani hanno escluso Livorno: la critica 

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L’intervento

Ho letto con attenzione e con rispetto l'opinione che Emanuele Rossi esprime su Il Tirreno. Devo essere sincero: nonostante l'abilità, la cultura ed una abitudine allo scrivere, il mio costituzionalista preferito non riesce a dissimulare che nemmeno lui è convinto di quello che scrive. In primo luogo la scansione dei criteri. Appare sensazionale il fatto che si privilegi la valutazione politica del risultato e che la scelta di premiare Sinistra Civica Ecologista stia ad un “immaginario indirizzo politico della giunta”. In questo caso il Presidente utilizza le prerogative dell'elezione diretta e della divisione dei poteri tra giunta e consiglio. Nel caso invece del criterio territoriale la valutazione del peso dei territori appare ancora una volta in contrasto con l'impostazione del primo criterio. Cioè se Grosseto non può pesare come Firenze è un po' strano che Livorno, Cecina, Piombino, non abbiano nessuna rappresentanza, al netto del consigliere delegato. Anche perchè il leitmotiv della campagna elettorale, che è stato il recupero della differenza fra costa e interno Toscana, sicuramente avrebbe dovuto concretizzarsi in una figura, maschio o femmina che fosse. Sul criterio della competenza addirittura si forza la sintassi definendo come “questo criterio sia stato recessivo rispetto ai primi due”. Da questo discenderebbe una valutazione di una giunta vecchia maniera. Intanto che l'unica rappresentanza sulla costa sia Pisa significa la continuità dell'idea dello sviluppo della Toscana intorno all'asse delle tre università.

Quindi una giunta vecchia maniera con persone politicamente forti? Forse prima del 1990, quando l'elezione del presidente avveniva in consiglio regionale. Ma oggi, dove il presidente riassume il ruolo politico che in quella stagione era dei partiti tradizionali, non si nominano persone “politicamente forti” ma casomai dei capi tribù.

Sia ben chiaro, abbiamo convintamente lavorato perché Giani fosse il presidente della Regione, ma, se questo significa, la coreografia del fazzoletto del Pci degli anni Ottanta, dico che questa modalità di valorizzazione del risultato elettorale non può essere garanzia di costruzione del futuro e di modernità. Forse quello stile, quei motivi di opportunità camminavano sulle gambe dei grandi partiti e non avevano niente di comparabile con quello che sta avvenendo oggi. Un augurio al presidente Giani, Italia Viva di Livorno proverà comunque a dare una mano.

Alfio Baldi

Coordinatore

Italia Viva Livorno



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