La seconda ondata è anche di povertà «In città sempre più famiglie in crisi»
L’allarme di suor Raffaella: «Ogni giorno arriva una richiesta di aiuto, rischiamo il collasso, chi può ci dia una mano»
/ LIVORNO
C’è chi alza la cornetta in preda alla disperazione e butta tutto fuori. Come un fiume di rabbia e dolore. «Non ce la facciamo più, non abbiamo lavoro e abbiamo due figli da mantenere, aiutateci». E c’è chi, invece, fa una fatica enorme a chiedere una mano. «Si informano sui nostri servizi, sono molto cauti nel lasciare il loro nome. Per fortuna la nostra realtà può contare su ragazzi e ragazze splendidi, che sanno avvicinarsi alle persone bisognose e farle sentire a loro agio. Ma ora la situazione comincia a essere critica».
A parlare è suor Raffaella Spiezio. Anima e cuore della Caritas di Livorno. Una donna che ha scelto di dedicare la vita agli altri. Che conosce la quotidianità dei quartieri, che sa leggere negli occhi di chi cerca un sostegno. Suor Raffaella non usa giri di parole. E lancia l’allarme. «Andiamo incontro alla seconda ondata di Covid. E per Livorno è già iniziata una nuova, tremenda, ondata di povertà».
In città, ogni giorno, c’è una famiglia in difficoltà in più. «Per Livorno è un momento drammatico. La povertà sta dilagando. Ogni settimana – racconta suor Raffaella – riceviamo sei nuove richieste d’aiuto. Con l’inizio della scuola si è aperta la voragine del disagio. Cominciamo ad avere qualche difficoltà ad aiutare tutti. Stavolta rischiamo di dover chiedere aiuto anche noi».
Quando suor Raffaella parla di nuova povertà, parla di povertà vera. Per intendersi, la Caritas di Livorno non è un posto in cui i furbetti hanno vita facile. Chi si rivolge all’associazione per un aiuto, viene sottoposto a una sorta di controllo per capire se sia realmente una persona in difficoltà.
Ma chi sono le famiglie che oggi bussano alla porta della Caritas? «Sono mamme e babbi, italiani e stranieri. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che hanno perso il lavoro a causa del Covid. Magari svolgevano lavori saltuari, anche a nero, ma riuscivano a mantenere i figli, a tirare avanti, a mettere il pane in tavola. Ora sono a casa e non sanno come fare. L’inizio dell’anno scolastico – prosegue suor Raffaella – ha lasciato molte persone in ginocchio. Alcuni non hanno i soldi per comprare i libri di testo ai figli. Altri comprano i libri ma rimangono a corto di denaro per le bollette. La situazione è davvero molto grave». Il sostegno della Caritas, quindi, non si ferma soltanto al cibo. Anche se, proprio dai numeri degli aiuti alimentari, emerge chiaro l’allarme povertà che suona forte in città.
Dall’inizio del 2020 sono 37. 137 i pasti caldi distribuiti a Livorno, di cui 6. 967 a domicilio; un servizio, quest’ultimo, che ha visto un incremento considerevole di richieste durante l’emergenza sanitaria legata al coronavirus e che continua anche ora con dati superiori alla media. Anche gli aiuti attraverso i pacchi alimentari sono aumentati sensibilmente. La Caritas fa sapere, inoltre, che le famiglie che hanno beneficiato di tale aiuto da gennaio a maggio sono state 1019. Dall’inizio dell’anno sono addirittura duemila le famiglie che si sono rivolte al Centro per la famiglia.
«Nel mese di settembre è raddoppiato il numero assoluto delle nuove famiglie che hanno fatto accesso per la prima volta al Centro per la famiglia rispetto al mese di giugno. Numeri – dice ancora suor Raffaella – che denotano un dilagare di situazioni a rischio, dove a soffrire sono soprattutto i minori, i quali pagano il conto salato di una società nella quale la forbice tra chi sta bene e chi è in povertà si allarga pericolosamente».
L’attività di aiuto della Caritas non si ferma. Ma ora c’è bisogno anche dei livornesi. Di chi può dare un contributo. E anche a questo giro suor Raffaella è diretta. «Abbiamo bisogno di aiuto. La richiesta è tanta e le risorse non sono infinite. Rinnoviamo l’appello a tutti alla solidarietà concreta, invitando a sostenere le iniziative e gli interventi a supporto delle famiglie e delle persone in difficoltà nella nostra città. Perché nessuno si salva da solo».
Per aiutare la fondazione Caritas Livorno onlus si può utilizzare il conto corrente IT85-B-05034-13902-0000-0015-3581, causale “Emergenza Covid-19”. Ma si può anche sostenere l’attività della Caritas con una donazione alimentare, al Villaggio della carità, in via Giorgio La Pira, al civico 9. Per informazioni chiamare lo 0586 884693, contattabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. —
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