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Livorno

Il peso del coronavirus sulle palestre: «Possibile chiusura? Qui lo sport si svolge in piena sicurezza»

Claudia Guarino
Il peso del coronavirus sulle palestre: «Possibile chiusura? Qui lo sport si svolge in piena sicurezza»

La Salus continua a lavorare, nel limbo di giorni incerti. Il titolare della struttura: «Ingiusto fermare tutti se qualcuno è fuori legge»

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LIVORNO. Il bilanciere è carico. Ma i pesi, in questo caso, sono i fardelli di non sapere che cosa ne sarà del proprio futuro. Un’altra volta. A distanza di pochi mesi. Anche se «la palestra è un luogo sicuro, controllato. E pensare che l’attività sportiva sarebbe la cosa più naturale per restare in salute. Invece in questo momento si chiude lo sport, come se facesse male». Paolo Orsini è il titolare della palestra Salus, in via Del Vigna. All’ingresso ci sono igienizzante, termoscanner ecc. Insomma, tutte quelle accortezze richieste da Roma con cui tutti abbiamo ormai imparato a convivere.

«L’ultimo dpcm non ha introdotto misure nuove – dice Orsini – Noi ci eravamo già messi in regola quando abbiamo riaperto dopo il lockdown. Ogni utente deve pulire il macchinario dopo averlo usato, c’è un’applicazione per il telefono con cui chi frequenta palestra può prenotare l’ingresso, che è limitato in base alla capienza delle sale. Poi sanifichiamo tutto e di notte passiamo l’ozono. Inoltre negli spogliatoi funziona una doccia sì e una no. Insomma, più di così...».

La convinzione è quella di aver fatto il fattibile e di aver messo in atto tutte le misure di sicurezza necessarie a garantire la sicurezza di tutti. Ma la sensazione è quella di vivere giorni di incertezza, mentre si cammina su un filo teso, aggrappato tra il “dentro” e il “fuori”. E, sotto, c’è una rete di sicurezza fin troppo sottile. «Se vogliono chiudere lo faranno – dice Orsini – Non credo che in una settimana il numero dei contagi diminuirà. Anche se, chiaramente, la speranza è di poter continuare a lavorare. In sicurezza, come abbiamo fatto fino ad ora. Non è giusto chiudere tutte le palestre se ce n’è qualcuna non in regola».

La Salus conta migliaia di abbonati e una trentina di dipendenti. «Qualcuno aveva già smesso di venire ultimamente perché in generale, con l’aumento dei contagi, è tornata la paura. Ma dopo l’annuncio di Conte c’è stato un ulteriore calo. Chi farebbe l’abbonamento in una palestra se c’è il rischio che chiuda pochi giorni dopo? ». Mentre Orsini parla, nella struttura lo sport continua. C’è chi corre sui tapis roulant sistemati in direzioni opposte per aumentare la distanza e c’è chi salta la corda. Nelle sale destinate ai corsi ci sono gli adesivi a terra, ad indicare le posizioni da tenere. Mentre ci si allena non importa indossare la mascherina, basta che tra una persona e l’altra ci siano almeno due metri di distanza. «E gli istruttori girano per la sala – spiega Orsini – Se qualcuno non rispetta le regole glielo fanno notare». Oggi va così. Domani andrà nello stesso modo. Dopodomani, chissà? È quasi un vivere alla giornata, aspettando di sapere se la chiave ministeriale girerà nella toppa della propria attività e se le saracinesche dovranno essere abbassate. Di nuovo.
 

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