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Livorno

“Sorellanza Digitale”, cuore e coraggio nell'ultimo libro di Majidi: «La parità di genere è un sogno»

Simone Fulciniti
“Sorellanza Digitale”, cuore e coraggio nell'ultimo libro di Majidi: «La parità di genere è un sogno»

La donna di oggi e quella di domani: il nuovo libro dell’imprenditrice livornese, eccellenza nel campo dell’informatica ed ex assessora 

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LIVORNO. La sala conferenze del Grand Hotel Palazzo ospita la presentazione di un volume di interesse: “Sorellanza Digitale - per uomini e donne che credono in una nuova alleanza”, seconda fatica letteraria di Darya Majidi, imprenditrice, eccellenza nel campo dell’informatica, ex assessora all’innovazione e vice presidente di Confindustria Livorno. La donna di oggi e quella di domani, le tematiche principali poste sul tavolo.

Dottoressa Majidi, nel 2020 la disparità tra i generi è ancora così accentuata ?

«C’è un report del “World economic forum”, che suggerisco a tutti di leggere, che dice: su 153 paesi studiati, la parità di genere non è stata raggiunta da nessuna parte, neanche in quelli del nord Europa che per noi sono esempi elevati».

E l' Italia ?

«Essendo la settima potenza mondiale, sarebbe lecito aspettarsi fosse nelle prime posizioni: purtroppo naviga al 76esimo posto. Perché qui soltanto la metà delle donne sono occupate, abbiamo venti punti in meno della Germania e della media europea. E un altro elemento a nostro sfavore è la non rappresentanza in ambito politico, economico e sociale».

Il mondo, in quale direzione si sta muovendo ?

«Ci sono paesi dove nascere femmina è una disgrazia, e paesi che, con politiche a favore delle donne e pro coinvolgimento degli uomini nella cura dei bambini, stanno cercando di ridurre il gap. Da una parte occorre promuovere il ruolo delle donne, da un’altra, con strumenti legali, aiutare gli uomini ad entrare nella sfera privata e personale».

C'è una strada da seguire con attenzione. Nel libro lei parla di sei "C" ...

«La prima, consapevolezza: gli uomini in Occidente non si rendono conto delle discriminazioni subite dalle donne. Faccio un esempio : in ascensore l’uomo entra, non guarda chi c’è dentro. La donna no. Se dà uno sguardo e vede che non le piace, non entra. Una chiara metafora: ci sono occasioni perdute per paura di quello che la donna vede. La C di cultura patriarcale. L’educazione femminile e maschile sono diverse: tuttavia la cultura si combatte, basta conoscere il problema».

Poi la C di “Communities”, l’importanza delle conoscenze digitali.

«Certamente. La rete permetterà loro di essere connesse e collaborare. Ecco perché il titolo “sorellanza digitale”. Ma serve la C di competenza: le donne devono impossessarsi delle competenze digitali. Il lockdown lo ha dimostrato: chi le possedeva, era decisamente un passo avanti».

Infine la parte più umana. «Il cuore, investito nella famiglia, ma non nel lavoro. E quindi il coraggio, forse la C più importante. Le donne sono spinte a non credere in loro stesse a non avere fiducia. E questo fa si che in tante circostanze non si propongano neanche. Gli studi lo dimostrano ».

Fare rete, una possibile soluzione ?

«Sì. Il primo libro, “Donne 4.0” l’ho scritto da informatica. Il messaggio era: guardate che c’è una rivoluzione industriale in corso. Il lavoro del futuro sarà differente e se non vi non adeguate , resterete fuori. Oggi, grazie anche al lockdown, ho approfondito la questione e mi sono imbattuta in esempi bellissimi di progetti che vengono fatti online. Unire tutta questa energia positiva, potrebbe condurre al grande salto».

Lei parla di “Femminismo inclusivo”.

«Dobbiamo avere gli uomini accanto. In tempi di pandemia in trincea ci sono state le donne che hanno dovuto subire la scuola dei bimbi; e quando il premier Conte ha creato le task force con Vittorio Colao, non le ha coinvolte. Come se non avessero competenze. Il messaggio per gli uomini è chiaro: dovete vedere e aiutare . A loro dico: nei ruoli di potere donne ce ne sono poche, e le poche fanno molta fatica. Cercate di promuoverle in tutti i modi: la vostra, le vostre figlie, le colleghe».

Il libro , pubblicato con Amazon, è reperibile sulla piattaforma sia in versione cartacea che digitale. E le vendite sono partite a spron battuto.

«Ci sono già interviste e presentazioni pianificate e ho creato una community di 30 ambasciatrici che lo stanno pubblicizzando dappertutto. Su Facebook inoltre c’è la pagina ufficiale, per chi volesse saperne sempre di più». —
 

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