«Non faremo l’inaugurazione una mattina ci troveranno aperti»
Luca Valdambrini racconta il locale: «Pranzo e cena come alla Terrazza ma la giornata inizierà alle 6.30 con cappuccini, brioche e pezzi salati»
l’intervista
«Non ci sarà una grande inaugurazione, non vogliamo assembramenti: all'improvviso ci troveranno aperti», premette subito Luca Valdambrini, titolare del Surfer Joe a pochi giorni dal taglio del nastro del nuovo caffè ristorante in piazza Grande nei locali dell'ex Dolly. La parola d'ordine è "basso profilo", un controsenso per una qualsiasi attività commerciale che si prepara ad accogliere i primi clienti. Ma l'imprenditore livornese ribadisce: «Quest'estate nel locale alla Terrazza Mascagni abbiamo scelto di non fare grandi eventi e anche qui abbiamo ridotto la capienza (che rimane comunque discreta, fra la saletta dietro e il ballatoio), in entrambi i casi seguendo alla lettera le normative anti Covid-19. Siamo un gruppo di lavoro fatto di persone che negli anni hanno raggiunto un elevato grado di autonomia e professionalità, il che ci dà forza e fiducia in questo momento di instabilità e incertezze».
Squadra che vince non si cambia, cambia invece la formula che ha decretato il successo del diner sul mare (che ha anche un locale gemello a Lucca). «Qui in piazza Grande faremo quello che avremmo voluto fare anche sul mare, saremo aperti da colazione a cena», spiega Valdambrini ammiccando alla macchina del caffè che sarà in funzione dalle 6,30 del mattino pronta a servire espressi e americani, in tutti i sensi: «Proporremo l'italianissimo pezzo dolce o salato a fianco di un menu internazionale, un'esperienza in cui i clienti del vecchio Dolly potranno ritrovarsi e che i turisti sapranno apprezzare (come ci insegnano questi anni con i visitatori dell'acquario). Ci saranno "molto bar" ma anche grande attenzione a chi fa la colazione di lavoro».
Cambia anche l'intrattenimento, marchio di fabbrica del Surfer Joe. «Ci piacerebbe organizzare qualcosa in piccolo, magari musica da ascolto o per l'aperitivo, per ravvivare il clima della piazza», continua il titolare, ben consapevole della reputazione che il loggiato di palazzo Grande si è fatto in questi anni di saracinesche abbassate: «Neanche sulla Terrazza, quando siamo arrivati noi, la situazione era troppo tranquilla. In fase di partenza siamo stati molto "pazienti", offrendo intrattenimento e prodotti che vanno bene per il nonno con il nipote, e credo che anche qui in piazza Grande questo possa essere l'elemento vincente per riqualificare la zona. Il buttafuori – conclude – serve fino a un certo punto: il modo migliore per allontanare cattive frequentazioni è attrarre le le famiglie». —
M.S.
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