Il presidio
Perché via Goldoni non è stata restaurata per il Palli?
I nostri figli tra muffe e degrado mentre ora...
L’INTERVENTO /1
Ci svegliamo una mattina e sfogliando il giornale troviamo il titolo di un articolo che ci balza subito agli occhi “Tra affreschi, marmi e pareti arancioni, ecco il nuovo Enriques sulle ceneri del Palli”.
Un titolo eclatante, quasi scenografico, che non può non attirare l’attenzione. E così è stato. Un titolo del genere non può non destare “stupore” in noi genitori che fino allo scorso anno abbiamo mandato i figli tra quelle che sono definite “le ceneri”. Sì, perché per anni i nostri figli, frequentanti gli indirizzi di Scienze Umane ed Economico Sociale, hanno percorso quei corridoi e quelle scale con la gioia di chi aveva il desiderio e la volontà di frequentare, conoscere e studiare. Sono stati a scuola in condizioni che non erano consone, respirando le muffe delle pareti umide, con i lampadari o i bastoni delle tende che cadevano, ma era la loro scuola, quella che hanno scelto. Ed oggi ironia della sorte, prenderanno il loro posto proprio quegli studenti, per cui il Niccolini Palli, i nostri ragazzi, hanno scioperato, per stare al loro fianco…
Sì, ironia della sorte, perché nessuno ha pensato di schierarsi per noi, nessuno ha pensato di investire quei soldi per noi. Abbiamo lottato da soli per migliorare quella sede, darle una sistemazione che potesse dirsi “decente”, ma nulla!
Le nostre voci non sono state ascoltate e così ci ritroviamo un articolo in bella pagina dove si decanta che per gli studenti dell’Enriques quel palazzo avrà nuova vita, dove “dai finestroni illuminati dal sole del mattino potranno ammirare sullo sfondo la facciata imponente della chiesa del Soccorso”. Sembra l’inizio di una poesia ma non lo è: perché mentre questi ragazzi godranno di tutto ciò, compresa di una scuola ristrutturata a regola d’arte, i nostri sono stati “spodestati” e sono costretti a frequentare le lezioni da casa in modo alternato, divisi in gruppi tra la presenza e la Dad, con tutte le problematiche che questa comporta tra cui il non riuscire sempre a seguire bene le lezioni a causa della connessione, ecc.
Per non parlare degli orari che devono fare, per sopperire al fatto che ci sono più classi e indirizzi che usufruiscono di quel plesso. Non troviamo nessun motivo per gioire nell’apprendere che dei locali sono stati tolti ad X per darli a Y, o forse meglio dire a B per darli ad A: è così che ci sentiamo, di serie B. Il diritto allo studio deve essere per tutti uguale e con le stesse condizioni, ma già, ora ci sono gli affreschi a fare da cornice a tutto questo, e non fa clamore il fatto che ci sono classi ammassate in un’unica sede di via Maggi che hanno dei problemi, anche legati a chi è pendolare. La domanda sorge spontanea: non potevano sistemare il plesso di via Goldoni per lasciarla a noi? Il Niccolini Palli c’è ancora, esiste, esistono i nostri figli e chi ci lavora, ed è il momento di dare voce anche a noi! —
I genitori della 3ª sum
Niccolini Palli
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