Alzheimer, si pensa a un nuovo centro
L’annuncio dell’assessore Raspanti. L’associazione dei malati e la neurologa Asl: periodo difficile, quanto isolamento sociale
Rosanna Harper / livorno
Si intitola “Alzheimer al tempo del Covid19: riflessi su malati e familiari” l’incontro pubblico che alla Bottega del Caffè è stato organizzato dall’Associazione Malati Alzheimer Livorno. L’iniziativa ha richiamato la partecipazione di esperti del settore che hanno parlato delle conseguenze dell’isolamento legato all’emergenza Covid sulle persone affette da Alzheimer e sui loro familiari.
«Questa iniziativa – spiega Fiorella Cateni, presidente dell’Associazione Malati Alzheimer Livorno – sancisce di fatto la ripresa dei nostri servizi che, a causa della pandemia, erano stati sospesi nella modalità in presenza. Durante la quarantena abbiamo continuato l’attività a distanza, portando avanti il nostro sportello di ascolto, cercando di dare informazioni alle famiglie che, spesso, si sono trovate a gestire i propri cari da soli».
«Rispetto a questa malattia – aggiunge Cateni – c’è poca conoscenza: le persone e i loro familiari hanno bisogno di essere accompagnati. Grazie a questo incontro, ci proponiamo, insieme ai professionisti del settore, di capire le conseguenze di questo periodo così difficile per chi ha queste patologie». Cateni parla dei progetti futuri che potrebbero riguardare l’associazione che ha sede in via Del Fante. «Ci piacerebbe – dice – realizzare un “Caffè Alzheimer”: un appuntamento periodico che potrebbe mettere in relazione le persone con Alzheimer, far incontrare le famiglie. Ci piacerebbe, inoltre, creare laboratori di diversa tipologia, ludici e medici. Abbiamo necessità, tuttavia, di trovare spazi adeguati».
La neurologa Giovanna Bellini, che all’ospedale livornese è responsabile del percorso diagnostico terapeutico per i disturbi cognitivi, sottolinea che a causa dell’emergenza legata al Covid «c’è stato un vero e proprio isolamento sociale: ha fatto sì che i pazienti, da chi è più grave a chi è all’esordio della malattia, si ritrovassero tagliati fuori dalle relazioni sociali, dalla possibilità di svolgere attività di interazione sociale che può avvenire nei centri diurni e nella vita privata di tutti i giorni».
«Da questa brutta esperienza – aggiunge – abbiamo capito quanto le relazioni e le attività siano importanti per le persone con Alzheimer, e importanti anche per le loro famiglie. A Livorno abbiamo in carico centinaia di pazienti, sul territorio esiste una realtà che permette collegamenti tra la parte sanitaria e la parte sociale, ci sono tanti percorsi che permettono di dare sollievo alle famiglie».
La parola passa all’assessore al sociale Andrea Raspanti: occhi puntati sul progetto di realizzare un nuovo centro diurno Alzheimer a Livorno, si aggiungerebbe a quello già presente all’interno di Villa Serena.
«Come amministrazione – spiega Raspanti – abbiamo deciso di aprire, insieme alla Usl, un nuovo centro diurno che si aggiungerebbe al centro diurno semiresidenziale che si trova nel parco di Villa Serena: dei 15 posti dell’attuale centro diurno si aggiungerebbero altri 20 posti, un respiro di sollievo per le famiglie e per le persone in attesa di questo servizio. Al momento sono 120 le persone in lista di attesa. Per il nuovo centro Alzheimer verrà bandita una gara».
Durante la mattina, inoltre, è stato presentato un progetto di stimolazione cognitiva ideato dalle neuropsicologhe Camilla Furetta e Martina Turini. «Il progetto – spiega Furetta – si intitola “Impiastro: colora Livorno”: è un libro d’arte da colorare, pensato per le persone con Alzheimer, che include 28 luoghi di Livorno, come la Cala del Leone e i Casini di Ardenza, disegnati da 28 artisti di Livorno, come Giulia Bernini e Michael Rotondi. A breve faremo partire un crowdfunding che ci permetterà di stampare mille copie del volume«. —
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