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Stop all’alcol, Confcommercio: «Sbagliato, persi metà incassi»

Stop all’alcol, Confcommercio: «Sbagliato, persi metà incassi»

Secondo l’associazione «non si può risolvere così il problema di ordine pubblico» L’ordinanza vieta la vendita e la somministrazione delle bevande per due mesi

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«Non si può risolvere un problema di ordine pubblico impedendo agli imprenditori di vendere e lavorare. Domenica scorsa, rispetto allo stesso giorno della settimana precedente, in piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza XX Settembre e zone limitrofe si è registrato un calo del fatturato del 50 per cento».

È il grido d’allarme di Confcommercio dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Luca Salvetti, con la quale da sabato scorso e per i prossimi due mesi è stata vietata la vendita di bevande alcoliche da parte delle attività commerciali della zona, con tanto di stop alla somministrazione e il divieto di consumo delle bibite analcoliche, da parte dei clienti, in lattina o in recipienti di vetro fuori dai locali. Si potrà fare solo all’interno, pena una sanzione fino a 500 euro.

Il provvedimento è stato deciso dopo le ultime aggressioni nella zona: una decina di giorni fa, ad esempio, un giovane è stato scaraventato giù dalle spallette dopo che un gruppo di persone gli aveva spaccato in testa una bottiglia di vetro. «Il problema della microcriminalità e della malamovida in determinate zone del centro – scrive Confcommercio – è un problema ormai tristemente conosciuto, di cui sono vittima oltre ai residenti e alle persone che hanno voglia di uscire, i titolari delle attività». «Secondo noi però – afferma la presidente Francesca Marcucci – non si può risolvere un problema di ordine pubblico impedendo agli imprenditori di vendere e lavorare, portando gli avventori lontano da alcune zone. L’economia cittadina versa in un periodo di profonda crisi economica, dovuta solo in parte all’emergenza coronavirus. Nella sola giornata di domenica le attività interessate hanno vissuto un calo di fatturato del 50% rispetto alla domenica precedente».

Confcommercio si dice «disponibilissima a collaborare con amministrazione e forze dell’ordine per scongiurare fatti gravi come quelli successi nelle ultime settimane e a incontrare il sindaco per esporgli le ragioni e trovare soluzioni per equilibrare la libertà di impresa con le misure in favore della sicurezza e della salute dei cittadini. Già durante il lockdown e in questo periodo di rischio epidemiologico, gli imprenditori hanno dimostrato grande senso di responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo sociale. Fronteggiano quotidianamente mille difficoltà, non ultime illegalità e degrado. Rendiamoli partecipi del contrasto alla criminalità, invece di penalizzarli per una situazione che già subiscono e da cui si sentono minacciati. Sono necessari interventi di presidio del territorio e prevenzione anche culturale. Il nostro auspicio è la revoca dell'ordinanza o quantomeno la modifica di alcune disposizioni in essa contenute, in modo da non vederci costretti a rivolgerci ad un legale per la tutela dei diritti dei commercianti coinvolti dalla misura», conclude Marcucci». —

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