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Raffiche di vento a 90 km/h stop alle auto in viale Italia e onde fino sull’asfalto

Tommaso Silvi
Raffiche di vento a 90 km/h stop alle auto in viale Italia e onde fino sull’asfalto

Il “soffio” più forte a Livorno è stato registrato pochi minuti dopo le 18 sul mare La spiegazione del sistema di allerta dalle parole dell’esperto Lorenzo Catania  

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/ LIVORNO

Novanta chilometri orari. Ieri, diciotto minuto dopo le 18. È la velocità massima raggiunta dal vento a Livorno. Raffiche di libeccio, vento che spira da sud-ovest, con frequenti variazioni di direzione da Ponente.

Un “soffio” che ha messo in ginocchio il lungomare, e che ha costretto la polizia municipale – poco dopo le 18 – a chiudere viale Italia, all’altezza dell’Accademia in direzione nord. Impossibile percorrere il tratto, considerato che le onde arrivavano fin sulla strada. Nel tardo pomeriggio di ieri, lo scenario in viale Italia era apocalittico.

I frammenti degli arredi degli stabilimenti balneari, in particolar modo quelli dei Bagni Pancaldi, tra i più colpiti dall’ondata di maltempo, sono arrivati fin dalle parti del moletto di San Jacopo.

Il tutto, mentre su Livorno si è abbattuta una breve ma intensa tempesta di fulmini. Preludio terribile della tromba d’aria che, nella prima serata, si è poi abbattuta nella zona sud della provincia, a Rosignano. L’allerta arancione della Protezione civile per maltempo viene spiegata nel dettaglio da Lorenzo Catania, livornese esperto di meteorologia.

«Il significato di un’allerta arancio per temporali, il grado massimo per questo tipo di fenomeno, è il seguente: le condizioni atmosferiche sono estremamente favorevoli allo sviluppo di temporali molto intensi; tuttavia, data l’estrema instabilità e l’attesa turbolenza dell’aria non è possibile capire dove si scateneranno, quando si formeranno ed eventualmente quanto persisteranno su una certa porzione di territorio». Livorno è stata colpita dal forte vento, ma – per fortuna – non è stata flagellata dalle precipitazioni.

«Una riprova di tale incertezza – prosegue Catania – emerge dal confronto tra la mappa di allerta emessa nella giornata di giovedì per la nottata e la mappa delle piogge cadute: a fronte di una gran parte della regione bollata con allerta arancio, fatta eccezione per i territori più interni, ecco che alla fine dei giochi le piogge più violente si sono registrate su due fasce ben distinte tra loro, con massimi assoluti proprio in un’area, tra Valdarno Superiore e Mugello, che invece è stata marchiata in allerta gialla».

La spiegazione di Catania va avanti: «Va però posta attenzione anche a un ulteriore aspetto: l’allerta gialla su una certa area significa che i temporali in quella zona ci saranno quasi certamente, e c’è una probabilità piuttosto elevata che localmente potrebbero risultare intensi, tanto da provocare disagi di vario tipo. A una prima lettura, quindi, sembra non esserci differenza tra un giallo e un arancio; ma in realtà cambiano i margini di incertezza sull’estensione dell’eventuale temporale violento e sulla sua insistenza su una certa porzione di territorio. Sono differenze di certo non insignificanti e che comportano impegni di diverso tenore sia per il personale della Protezione Civile sia, nelle attese, per l’utente finale che per senso di auto-protezione dovrebbe procurarsi le informazioni utili a salvaguardare sé stesso e gli altri».

La Protezione civile, nei suoi avvisi per quanto riguarda la zona di Livorno, aveva parlato chiaramente anche di forti raffiche di vento. —

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