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Livorno

I precedenti 

Il super-vento ha fatto milioni di euro di danni negli ultimi 10 anni

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rosignano

La tempesta di ieri è il bis di quanto accaduto nel settembre di tre anni fa, nelle stesse ore in cui Livorno veniva travolta da un’alluvione costata la vita a otto persone: anche fra Castiglioncello e Rosignano il maltempo colpiva duro. Scoperchiando alcune case, buttando giù una sfilza di alberi, lasciando al buio intere zone, costringendo all’evacuazione di abitazioni e residence, bloccando fra Livorno e Cecina la linea ferroviaria.

Pure in quel caso era stata una tromba d’aria la causa di buona parte dei danni nel territorio rosignanese. Negli ultimi anni il maltempo ha fatto milioni di euro di danni nella nostra zona.

Nel 2017 l’ondata era la stessa di Livorno, visto che era arrivato verso le tre di notte l’inizio dei guai. Basti ricordare il crollo del ponte sul torrente Chioma all’altezza del residence-porto con una cinquantina di turisti rimasti isolati al di là del ponte crollato mentre un altro gruppo di persone era stato fatto evacuare dal Villaggio Azzurro. Nel frattempo, il Comune rosignanese aveva spalancato le porte della palestra Picchi in zona Lillatro: ma solo una famiglia inizialmente aveva deciso di andare lì, tutti gli altri si erano arrangiati cercando ospitalità da familiari. Non bastava, e poche ore più tardi una tromba d’aria ha poi colpito pesantemente la zona dei palazzoni a Solvay: 12 appartamenti dichiarati inagibili e quanti pini centenari crollati al suolo sia sulle strade che sulla ferrovia.

Più vicino è il ricordo della tromba d’aria che nell’ottobre di due anni fa ha danneggiato tetti, devastato stalle e fienili, colpito aziende agricole nell’area collinare alle spalle di Rosignano.

Invece risalendo più indietro nel tempo, si può ricordare che alla fine del novembre 2012 una tromba d’aria ha fatto saltare i tetti di varie abitazioni in via Vittorio Veneto a Rosignano e pochi mesi più tardi aveva colpito in via Carducci a Solvay. A ciò si aggiunga che nel 2011 il libeccio a 130 all’ora a Cecina aveva danneggiato pesantemente un ristorante e una palestra, oltre a mandare fuori strada un bus. Senza contare che al Gabbro un anziano era morto in seguito ad una caduta da sei metri d’altezza: era precipitando dalla scala sulla quale stava salendo sul tetto del fienile per verificare i danni. —



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