Il grande cuore del 14enne ferito nello schianto Le prime parole al risveglio: «Come sta Ale?»
Scongiurata una seconda operazione al polso per il ragazzino, al quale è stata asportata la milza. Lo zio: «Il suo fisico da rugbista lo ha salvato»
il racconto
«Come sta Alessio?». Sono state le prime parole che ha pronunciato una volta sveglio, dopo il delicato intervento chirurgico durante il quale i medici dell’ospedale purtroppo gli hanno dovuto togliere la milza. È cosciente e parla il ragazzino di 14 anni rimasto ferito, insieme all’amico sedicenne, nel terribile incidente in motorino di via di Popogna. I due si sono schiantati contro un cancello di ferro dietro al cimitero di Ardenza, appena partiti dopo essere stati al Jusbalino, a poca distanza dal luogo dell’incidente. «Il peggio è passato – racconta lo zio – ma ha il braccio sinistro ingessato a causa di una microfrattura al polso, che però fortunatamente si potrà rimarginare da sola. Non dovrà essere operato ancora».
L’adolescente sta migliorando di giorno in giorno. Tanto che martedì mattina è stato spostato dal reparto di rianimazione a chirurgia, al primo piano del sesto padiglione. I familiari non lo lasciano solo nemmeno per un attimo. Come gli amici che fuori hanno appeso tantissimi striscioni, negli ultimi giorni anche in via della Meridiana, per dargli forza e coraggio. «Mio nipote non era a cena al Jusbalino – sottolinea lo zio – visto che prima era a mangiare con la mamma, mia sorella, a Lorenzana». La famiglia si dice commossa dall’affetto dei tanti amici del ragazzo, conosciutissimo al ragazzo per il suo trascorso nel rugby. Per lui, all’incrocio fra via Gramsci e viale Alfieri, era subito stato appeso anche uno striscione di incoraggiamento: «Forza Zingo!».
«L’urto è stato tremendo – continua lo zio – e lo ha salvato proprio il suo fisico da rugbista. È molto muscoloso e alto. Se non si è fatto troppo male è grazie a questo. Mio nipote dopo l’incidente si è rialzato di scatto ed è corso verso il Jusbalino per chiamare i soccorsi». Nel frattempo, mentre il quattordicenne correva verso il locale, in via di Popogna è sopraggiunta una volante della polizia di Stato, con gli agenti che hanno per primi allertato il 118. Ed è arrivata l’ambulanza, con il medico a bordo, della Svs di via San Giovanni. «Christian ha visto l’amico ferito – continua lo zio – poi dopo che è stato portato al pronto soccorso lui è tornato a piedi verso il Jusbalino. E alla fine, con un altro mezzo di emergenza, è stato soccorso anche lui».
Il motorino – di proprietà del quattordicenne – è stato sequestrato dalla procura, che coordina le indagini della polizia municipale, guidata dalla comandante Annalisa Maritan. In ogni caso, seppur intestatario del mezzo, l’adolescente non era alla guida, ma sedeva sul sedile posteriore. Aveva fatto guidare il suo amico più grande, che ora sta lottando in rianimazione. Dov’era anche lui fino a martedì mattina. —
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