Il Tirreno

Livorno

Bettinetti e Taradash in campo per il no al taglio parlamentari

Rosanna Harper
Bettinetti e Taradash in campo per il no al taglio parlamentari

Rappresentanti di Italia Viva e + Europa hanno costituito un comitato: ecco chi sono 

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L’INIZIATIVA

Si è costituito a Livorno il comitato “Livorno per il no”. Il comitato, che si schiera per il no al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, racchiude diverse anime. «Ci siamo riuniti – spiega Daniele Bettinetti, coordinatore del comitato Europa Livorno Italia Viva – in un comitato che, al suo interno, raggruppa esponenti di diverse radici. Il comitato, che dice no al referendum costituzionale confermativo, poggia su alcune motivazioni: il taglio dei parlamentari creerebbe una situazione paradossale perché non si accompagna ad alcuna riforma istituzionale complessiva. Si tratta di un salto nel buio dell’assetto attuale: l’unica cosa sicura è che il rapporto tra rappresentanti e cittadini andrebbe a peggiorare».

Il referendum sul taglio dei numeri dei parlamentari si svolgerà i giorni 20 e 21. «Viviamo – aggiunge Bettinetti – una situazione molto delicata dal punto di vista economico – sociale, situazione aggravata dall’emergenza Covid: abbiamo costituito il Comitato anche con l’idea di creare un dibattito fra cittadini ed eletti, al di là degli schieramenti politici». «Il taglio dei parlamentari – spiega Monica Gasperini – non rappresenta una vera riforma. Si tratta di uno sfoltimento inadeguato ed iniquo: non ci sarà alcun risparmio della spesa pubblica né una riforma complessiva». Mercoledì mattina, in prossimità della Rotonda di Ardenza, ha preso forma la prima iniziativa del comitato, con la presentazione alla stampa. «Non si tratta di una vera riforma – spiega Riccardo Nocchi, di Centro Motore, associazione nata per aggregare più forze politiche moderate – e dobbiamo guardarci da due avversari: i sovranisti populisti e i riformisti. Con il Rosatellum, le realtà più piccole, penso a Rosignano da cui provengo, avevano difficoltà ad essere rappresentate, figuriamoci col taglio dei parlamentari: un solo rappresentante avrebbe da coprire territori molto ampi». «Vedo un nesso – afferma Massimo Gaggini, di Italia Viva Livorno – tra il taglio dei parlamentari e il rifiuto di affrontare la riforma del tessuto istituzionale: il Parlamento andrebbe a contare di meno». L’ultimo, a prendere la parola, è Marco Taradash. «Se avessero proposto – spiega Taradash – il taglio dei parlamentari a 600 in una unica camera avremmo detto di sì, ma con la Camera composta da 400 e il Senato a 200 rischiamo il blocco del Parlamento con una conseguente distanza fra elettori ed eletti. Una situazione che potrebbe piacere alla destra sovranista e alla sinistra populista». —



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