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Piazze e varchi presidiati

S.F.
Piazze e varchi presidiati

I volontari gestiscono  gli accessi e misurano la febbre E se qualcuno non indossa la protezione sul volto viene richiamato all’ordine

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LIVORNO

Livorno si accende all’improvviso, ed è invasa dagli artisti. Che si esibiscono in contemporanea nelle piazze, nella serata d’apertura di un evento memorabile: concerti, teatro, mostre, incontri, chi più ne ha più ne metta. Un menù prelibato per tutti i gusti.

«Come ad Avignone», ripete l’assessore Simone Lenzi. Fin dal tardo pomeriggio le zone interessate sono in pieno fermento. Folti gruppi formati da membri della sicurezza, abbigliati con vistosi gilet gialli fosforescenti, si riuniscono per ricevere dai responsabili le ultime dritte in vista del grande debutto.

D’accordo gli artisti, ma questa volta i veri protagonisti dell’intricata vicenda di Effetto sono loro. Senza se e senza ma. A loro è affidata la sicurezza, il fulcro della manifestazione. Mentre attori e cantanti provano luci e suoni con i tecnici sui vari palchi allestiti, e i ristoranti si preparano ad accogliere i clienti in bello stile, le prime persone cominciano ad arrivare: qualcuno si guarda intorno per cercare il punto informazioni. I varchi sono presidiati: ci sono anche volontari della protezione civile a dare una mano. E, in piazza del Luogo Pio, centro nevralgico della kermesse, forze dell’ordine in gran numero. Indubbia una severa attenzione verso il regolare utilizzo della mascherina, che, a onor del vero, la indossano praticamente tutti. E se qualcuno distrattamente la tiene abbassata, pure il passante occasionale, senza remore, lo fa notare. Insomma, i continui messaggi di sensibilizzazione sono serviti. D’altronde dagli accessi principali senza non si entra, così come non si possono portare dentro biciclette, e neanche le bottiglie.

La temperatura invece viene misurata soltanto quando ci si appresta ad entrare nelle aree dei palcoscenici. Il sole tramonta, e, dopo la programmata presentazione istituzionale , le performance artistiche prendono vita. Non c’è la folla d’un tempo, ma ordine e un’atmosfera particolarmente rilassata. L’aver diluito, ha dato i suoi frutti. Si passeggia tranquillamente, mantenendo le distanze, e di assembramenti neppure l’ombra. E tra poco entrano in scena i pezzi da novanta. Il dado è tratto. —

S.F.

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