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L’autore vuole restare anonimo «È abusiva, ma spero che resti»

F.l.
L’autore vuole restare anonimo «È abusiva, ma spero che resti»

Qualche settimana per preparare tutti gli elementi e fare le prove  «Siamo andati alle 5 di notte. L’intento? Smuovere le coscienze»  

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L’intervista

Parla, racconta dell’idea e di come ha sistemato, insieme ad alcuni amici, l’opera d’arte all’interno del Fosso lungo il viale Caprera, ma vuole restare anonimo per due motivi: «non so come la prenderebbero al lavoro e poi non abbiamo chiesto il permesso a nessuno, insomma è tutto abusivo...».

Senta, come le è venuta l’idea?

«L’idea ce l’avevo in testa da un po’ di tempo. Inizialmente pensavo di metterci delle mani già pronte, come quelle che si vendono ad Halloween, poi ho provato con delle canne di bambù. Alla fine ho scelto dei tappi di sughero».

Quanto tempo ci ha messo per completare le opere?

«Per realizzare una mano serve circa un’ora e mezzo. Ma la cosa più difficile è stata quella delle prove di galleggiamento. Ogni elemento, infatti, è legato a un corpo morto. Se sbagli il peso, o le mani affondano oppure restano storte. Ecco perché, conoscendo la profondità del il fondale, ho fatto delle prove in alcuni contenitori prima di istallarli».

Quando avete sistemato in acqua il materiale?

«L’altra notte, siamo andati verso le cinque. Era tutto già pronto, quindi abbiamo fatto presto. È bastato lanciare le mani e tutto il resto in acqua ed ecco fatto».

Su un salvagente c’è scritto “Elga Dream”, sembra l’anagramma di Lega M....

«Preferisco non confermare, chi vorrà capire capirà da solo».

Quindi è un messaggio politico?

«Direi che si tratta di un pensiero più umanitario che politico-partitico. È un modo, un tentativo per smuovere le coscienze su un tema importante come quello dell’immigrazione».

Ha avuto delle reazioni?

«Mi hanno chiamato le ragazze di Uova alla Pop alle quali mi ero rivolto qualche tempo fa per un consiglio su come muovermi. Mi hanno detto che da qui in avanti durante i loro tour per la città porteranno i turisti anche a vedere la mia opera. Sperando che non la tolgano subito, visto che si tratta comunque di una installazione abusiva per la quale non ho chiesto alcun permesso». —

F.l.

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