Il Tirreno

Livorno

Sentenza definitiva della Corte dei Conti  

«Non c’è stato danno erariale» e il medico viene assolto

SABRINA CHIELLINI
«Non c’è stato danno erariale» e il medico viene assolto

Il comportamento dell’urologo Filippo Menchini Fabris riconosciuto legittimo È stato riaffermato anche il diritto al congedo parentale per l’uomo

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LIVORNO

Il danno erariale non c’è stato. Il comportamento dell’urologo Filippo Menchini Fabris, 42 anni e accusato di aver svolto attività libero-professionale in diverse località della Toscana durante un congedo parentale è legittimo. Le sezioni centrali d’appello della corte dei Conti hanno affermato in via definitiva la liceità della condotta del medico, annullando la sentenza di primo grado e ravvisando gli estremi per la condanna alle spese dell'amministrazione (duemila euro). La pronuncia del giudice contabile, che conferma una precedente del giudice penale di Livorno, parte da aspetti che finora non erano stati presi in considerazione.

Il medico non era legato all’amministrazione da un rapporto di lavoro esclusivo. Di conseguenza «il diritto al congedo parentale non è di per sé incompatibile con la libera professione». Ed effettivamente il congedo è stato usufruito per occuparsi dei figli. La vicenda comincia con un esposto presentato nel 2016 ai carabinieri del Nas (Nuclei antisofisticazione e sanità) di Livorno.

Si segnalava un presunto comportamento scorretto de l dirigente di urologia-area chirurgica dell’ex Asl di Livorno, legato all’azienda da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, ma non esclusivo.

L’esposto sosteneva che il medico (assunto all’ospedale di Piombino) continuava a ricevere l’indennità da dirigente medico dell’allora Asl di Livorno senza andare al lavoro in quanto era in congedo parentale. Ma nel frattempo aveva proseguito nella libera professione in quattro strutture private a Pistoia, Livorno, Massa, Pisa, Piombino e Viareggio. La corte dei Conti nel 2018, sulla base dell’informativa del Nas, lo aveva condannato a risarcire l’Asl nord ovest (ex Asl 6 di Livorno) per 15.424 euro, ravvisando un danno erariale.

Si sosteneva che il medico se non prestava servizio nel pubblico, perché doveva badare ai figli, allo stesso tempo doveva astenersi dalla libera professione. In appello la vicenda ha avuto una lettura opposta, quella che i difensori – gli avvocati Antonio Alberto Azzena, Nicola Colombini e Francesco Monceri – hanno sempre sostenuto. La sentenza di primo grado avrebbe omesso di considerare proprio l’aspetto che invece si è rivelato determinante: l’appellante aveva diritto a praticare la libera professione. I difensori hanno richiamato nell’appello quanto affermato dal tribunale penale di Livorno, nella sentenza di non luogo a procedere: «in tale regime di lavoro (non esclusivo) l’attività libero professionale può essere liberamente esercitata dal medico in piena discrezionalità».

Questo a prescindere da ogni valutazione circa le variazioni di volume di affari prodotto dal medico. Fin dall’inizio, l’urologo, figlio del professor Fabrizio Menchini Fabris, luminare dell’andrologia, si era detto certo della correttezza del suo comportamento. Il congedo parentale, del resto, è rivolto anche agli uomini che hanno la necessità di aiutare la propria famiglia. —



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