Il Tirreno

Livorno

OGGI ALLA PINACoteca servolini 

La classicità al tempo della Belle Epoque tra mostra e conferenza

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čOLLESALVETTI

La pinacoteca comunale Carlo Servolini partecipa oggi alle Notti dell’Archeologia 2020 con la conferenza mostra dal titolo “Le rovine del simbolo: frammenti della classicità al tempo della Belle Epoque”, promossa dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli, in occasione dell’esposizione straordinaria de L'île heureuse (Le jardin de Diane), 1902, acquaforte e acquatinta a colori di Alfredo Müller, presentata nell’ambito della mostra “L’incisione al tempo della Belle Epoque. Lionello Balestrieri verso Montmartre” con l’obiettivo di dilatare il panorama sull’incisione a colori attraverso il paragone tra i due “Toscani di Parigi”.

«L’inedita riflessione corre sul filo di alcune miliari testimonianze incisorie che attestano l’iconografia diffusa di quei lacerti della classicità disseminati in scenari lussureggianti di parchi e boschi, peraltro ampiamente ristrutturati, che al tempo della Belle Epoque costituiscono palcoscenici privilegiati per passeggiate mondane e idilli galanti, a partire da alcune acquaforti e acquatinte a colori di Alfredo Müller per finire con i celebri monotipi di Umberto Brunelleschi e George Barbier - spiega Cagianelli - Dal Parc Monceau, costruito nel 1773 da Louis Carrogis Carmontelle mediante il ricorso all'architettura dei pays d'illusions, secondo la moda esotica del giardino anglo-cinese, fino al Parc de Saint Cloud, ideato dall’architetto e paesaggista André Le Nôtre, già progettista del giardino della Reggia di Versailles, le rovine classiche inscenate inserite in scenari arborei di gusto settecentesco, diventano topoi iconografici per composizioni di gusto simbolista, come nel caso di Alfredo Müller, fino a divenire, tra gli anni Venti e Trenta, nell’epoca cioè della diffusione del pochoir, vere e proprie icone decorative tra Liberty e Déco».

E se all’origine delle divagazioni classiche ordite da Alfredo Müller sul filo dell’emulazione tra nudità femminile e idealità classica nel suo magnifico repertorio incisorio la critica ha intravisto la lezione di Puvis de Chavannes e del suo Bosco sacro procedendo verso i pochoir di Umberto Brunelleschi si entra addirittura nel mondo della fiaba, tra il settecentismo delle Fêtes galantes e la turquerie delle Mille e una notte. L’appuntamento è previsto per oggi alla pinacoteca, alle 17. Ingresso su prenotazione: bisogna inviare una mail a francesca.cagianelli@gmail.com.—



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