Il Tirreno

Livorno

l’annuncio 

Un nucleo della Municipale per cacciare chi non paga

Lo ha reso noto l’assessore alle politiche abitative Raspanti Dopo il blocco delle sanzioni a causa della pandemia da lunedì ripartono gli avvisi

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LIVORNO

Cinquanta diffide per colmare un buco da 2 milioni di euro in affitti non pagati, partite in settimana scorsa all’indirizzo di altrettante persone che – in media – si sono tenute 40 mila euro a testa. «Non chiamateli “furbetti”, sono persone che possono pagare il canone ma scelgono di non farlo: sono “ingiustificabili”».

L’assessore alle politiche abitative Andrea Raspanti sceglie la linea dura contro i morosi colpevoli (ma anche gli occupanti abusivi), e annuncia la formazione di una task force della polizia municipale per eseguire gli sfratti. «Chi sta in un alloggio senza averne diritto fa un doppio danno alla collettività: toglie la disponibilità di un appartamento all’assegnatario regolare e toglie a Casalp il denaro che serve a mantenere il sistema degli alloggi».

L’emergenza sanitaria ha congelato tutti gli sfratti, nel bene e nel male. Il governo ha impedito che persone in oggettiva difficoltà potessero essere buttate in mezzo alla strada, ma allo stesso tempo ha legato le mani alle amministrazioni locali che vorrebbero giustamente poter ridistribuire gli appartamenti sottratti a vario titolo di abuso.

Intanto, con il lockdown ormai alle spalle, Raspanti torna a bussare alla porta dei 50 di cui sopra. «Avevamo mandato gli avvisi a febbraio, poi il Covid-19 ha bloccato tutto. Ora sono partite le nuove diffide, con nuovi termini per l'adempimento», spiega l’assessore, che poi prosegue. «I dati Isee certificano che queste persone hanno tutte le possibilità di versare l’affitto concordato. Finora non lo hanno fatto perché il sistema lo concedeva loro, ma devono capire che facciamo sul serio». Laddove “sul serio” vuol dire anche «un protocollo in via di definizione con la comandante della polizia municipale per costituire un nucleo consistente di vigili che possa contrastare le difficoltà riscontrate negli sgomberi degli ultimi anni», racconta ancora Raspanti, che si prepara a chiarirsi un dubbio.

«Bisogna vedere se il blocco degli sfratti si estende anche a chi entra sfondando la porta». Agli “ingiustificabili”, cioè i primi 50 della lista, verrà offerta la possibilità di saldare il debito o di concordare con Casalp un piano di rientro.

Il che tuttavia non garantisce il rientro dei “2 milioni” «visto che spesso chi non paga non produce neanche la relativa documentazione, e quindi scatta il canone sanzionatorio più alto», spiega il direttore di Casalp Stefano Baldanzi. Poi via via la macchina dei controlli scorrerà lungo la graduatoria. «Tra velocizzazione dei ripristini e contrasto alla morosità colpevole e alle occupazioni per sfondamento non andiamo a risolvere la necessità immediata di alloggi, ma rendiamo il sistema più efficiente», conclude Raspanti, che infine precisa: «Nessuna diffida per chi ha un reddito più basso di 8 mila euro, la legge tutela chi ha diritto». —

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