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Centro diurno Stella Maris, proteste per la chiusura
La struttura di Montalto non ha riaperto dopo l’emergenza legata al Covid nonostante le richieste delle famiglie dei disabili in attesa di una risposta dall’Asl
FAUGLIA
Il centro diurno per disabili all’interno della residenza di Montalto di Fauglia della Stella Maris non riapre. Dopo il lockdown, la chiusura alle visite dei centri dove vivono persone più deboli, dal 18 maggio la Regione ha dato le linee guida per la riapertura dei centri diurni per persone con disabilità. È stato previsto il progressivo riavvio delle attività di queste strutture semiresidenziali, che erano state temporaneamente sospese a causa del coronavirus. È stato definito un apposito protocollo operativo sulla gestione in sicurezza dell’intero percorso di riapertura e tante famiglie hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e sono state alleggerite del peso di un’assistenza domiciliare che spesso ha bisogno di aiuti esterni per essere gestita.
Ma non è stato così per il centro diurno che si trovava all’interno della residenza sanitaria per disabili di Montalto. Parliamo di ospiti con patologie neuropsichiche, con deficit cognitivi lievi, medi e gravi, patologie neurologiche associate o meno a disturbi di personalità.
Persone che hanno bisogno di essere seguite e di non perdere i loro punti di riferimento, oltre alle famiglie.
Il centro diurno di Montalto non è a norma, così è stato spiegato ai genitori dei giovani seguiti, che sono stati in casa per tre mesi. La Fondazione Stella Maris, stando al racconto dei genitori, ha messo a disposizione un locale per accogliere una decina di questi ospiti, che non risiedono stabilmente nel presidio riabilitativo. L’Asl Toscana Nord Ovest e la stessa Società della salute pisana non hanno ritenuto idonea la soluzione proposta. Risultato? I disabili che prima frequentavano il centro diurno ora sono a casa. «Mio figlio ha 21 anni - racconta una mamma residente a Cascina - con la chiusura per il Covid-19, ha perso le sue abitudini è anche regredito rispetto ai comportamenti. Per fortuna non è violento, ma ha bisogno di un aiuto costante, un peso che è stato scaricato solo sulle famiglie. Non c’è tempo, non abbiamo tempo per aspettare che gli enti si mettano d’accordo per una soluzione. I nostri figli hanno diritto a frequentare un centro diurno, chiediamo solo di essere ascoltati anche noi».
Proprio in questi giorni i genitori dei giovani e degli adulti che risiedono a Montalto sono stati riammessi (o stanno per esserlo) alle visite. Anche per loro è stata dura, per mesi non hanno potuto vedere i figli, a garanzia della salute di tutti e per evitare rischi di contagio. La Stella Maris, come ha spiegato alle famiglie, ha scritto alla direttrice generale dell’Asl Toscana Nord Ovest e anche a quella della Società della salute per sollecitare una soluzione. Silenzio. —
s.c.
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