«Borgo pedonale è un’occasione per tutti»
Parlano ristoratori e commercianti favorevoli allo stop serale al traffico: «Attiriamo gente o chiuderemo per sempre»
Tommaso Silvi / LIVORNO
Vogliono lavorare. Vogliono poter pagare i dipendenti. Vogliono riuscire ad arrivare a settembre. Senza morire prima.
«Perché noi – spiega Luca Mazzoni, ex calciatore del Livorno e titolare del ristorante La Vecchia Ciurma – abbiamo riaperto dopo la chiusura a causa del virus, ma invece di incassare, per ora, abbiamo solo speso. Se non portiamo gente in Borgo Cappuccini alla fine dell’estate ci sarà un’esplosione di saracinesche abbassate per sempre. Non vogliamo privatizzare la strada, vogliamo sopravvivere. E soprattutto non vogliamo mandare a casa i nostri dipendenti».
Da oggi Borgo Cappuccini sarà pedonale. Dalle 18 alle 24. Tutti i giorni. Con divieto di sosta dalle 15. Lo ha deciso il Comune per valorizzare il tratto di strada compreso tra i Quattro Canti e piazza Giovine Italia. E per dare una mano a ristoranti e locali della zona, dopo lo stop totale dovuto a Covid-19. Fino al 30 settembre sarà così, poi via alle valutazioni per decidere cosa fare in futuro. Di sicuro, il presente è ricco di polemiche. Quelle che si sono alzate dai residenti e dai commercianti della “Borgo pedonale”. «Siamo rimasti sorpresi dalla posizione contraria esternata pubblicamente da alcuni commercianti. Circa un mese fa hanno firmato un documento insieme a noi che attesta la loro posizione favorevole rispetto all’idea di pedonalizzare la strada», dice ancora Mazzoni. Ma non è il tempo della guerra. Ristoratori ed esercenti - ma anche Susi Giusti, della cartolibreria Lo Scrigno delle Fate, unica tra i commercianti favorevole alla pedonalizzazione - non vogliono combattere. No ai litigi, si alla collaborazione e all’inclusione.
«La pedonalizzazione ci piace – chiarisce Gabriele Marzocchi, proprietario di In Borgo Caffè -, ma vorremmo che piacesse a tutti. Non è una misura per noi, è un passo avanti per l’intero quartiere». Sono tanti i temi che affollano la discussione attorno ai cento metri di strada che l’assessora alla mobilità, Giovanna Cepparello, vuole trasformare «in un salotto vista mare». Uno di questi è la movida. L’idea di urla e schiamazzi fino a tarda notte spaventa chi abita nella lingua d’asfalto oggetto della sperimentazione del Comune.
«Qui non ci sono locali da movida. Chi mangia al tavolino di un ristorante non fa rumore. Questo vogliamo far capire alla gente - continua Mazzoni, portavoce di un gruppo di otto titolari di attività -, che il pericolo della gente che fa confusione qui non c’è. Esiste, invece, il rischio concreto di avere 40 disoccupati tra due mesi, se ristoranti e locali non riprendono a lavorare». E poi c’è la questione parcheggi. Con la pedonalizzazione serale, ogni giorno dalle 15 ne spariscono 25. Anche se l’amministrazione ne creerà 73 nelle zone limitrofe.
«I parcheggi non esistono nemmeno ora in Borgo Cappuccini. Ci sono un sacco di auto in doppia fila – racconta “l’esercito” dei ristoratori -, e anche di fronte ai gazebo esterni alle attività di ristorazione. Verranno realizzati nuovi posti auto a poche decine di metri dall’area pedonale. Certo, magari qualcuno non potrà più parcheggiare sotto casa, ma stiamo parlando di un piano che porterà persone in Borgo, che permetterà a pub e ristoranti, e non solo, di continuare a lavorare. E noi vogliamo coinvolgere tutti». Prezzi ribassati per la gente del quartiere, aree giochi per bambini, artisti per iniziative serali. Sono tante le idee dei ristoratori per fare in modo che la nuova vita di Borgo Cappuccini diventi una festa. Per tutti.
«Cominceremo con delle luci - rivela Mazzoni - che domani (oggi per chi legge, ndr) illumineranno la strada in modo caratteristico e particolare. E poi abbiamo altre sorprese, non ci fermeremo qui». Il messaggio degli esercenti è chiarissimo: stop ai conflitti, via a un’epoca nuova per il quartiere, per il rilancio economico dell’intera area. Uniti. Ristoratori e commercianti. Anche quelli che in seguito alla pedonalizzazione temono un calo degli affari. «L’amministrazione aveva preso in considerazione la pedonalizzazione totale - spiegano in conclusione i ristoratori - e siamo stati noi a proporre una forma ridotta, proprio per non penalizzare in modo eccessivo le altre attività. Non siamo i padroni della strada. Portiamo gente in Borgo, e ci sarà lavoro per tutti». —
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