«Le scuole devono riaprire» Oggi protesta alla Terrazza
a settembre in classe, no alla didattica a distanza
livorno
Anche Livorno figura fra la sessantina di città italiane in cui oggi si tiene un presidio per chiedere «l’apertura (in sicurezza) delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado a settembre». Appuntamento alle ore 18 alla Terrazza Mascagni per l’iniziativa del Movimento di Priorità alla scuola che si batte – spiegano gli organizzatori – per « un impegno concreto sui temi dell’istruzione, dell’arte, della cultura».
Per il movimento si tratta di temi «intimamente connessi» e «senza un’istruzione libera e aperta» è impossibile immaginare «un’attenzione generalizzata alla cultura e all’arte». Per questo motivo – viene sottolineato – alla manifestazione «oltre ai comitati e ai sindacati di base che da subito hanno condiviso la proposta di mobilitazione, hanno aderito associazioni di genitori e gruppi di lavoratori dello spettacolo, studenti, realtà che lottano per la parità di genere e contro la discriminazione e il razzismo». In dettaglio, si tratta di: Cobas Scuola, Unicobas, Usb, Comitato Nazionale Precari, Collettivo Studentesse e studenti, Punto di partenza, E come Eresia: La Rivoluzione siamo noi?, Non Una di Meno.
Il ritrovo è sul lato Acquario, accanto slla Ruota Panoramica, dietro il Surfer Joe.
È un «no fermo alla Didattica a distanza», accompagnato dalla richiesta di «interventi strutturali e assunzioni nel mondo della scuola» così da rendere l’ambiente «confortevole per tutti i soggetti coinvolti, dal personale Ata alle segreterie, ai docenti e a tutti gli studenti e le studentesse, con particolare riferimento agli alunni e alunne con disabilità, stranieri e con problematiche sociali o economiche».
L’Usb aderisce richiamando l’attenzione «anche sulle problematiche dei lavoratori e delle lavoratrici in appalto»: «Negli asili e scuole materne comunali lavorano decine di persone attualmente in estrema difficoltà, e non solo per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali (Fis) ma anche per l’assoluta mancanza di certezze sull’avvio del nuovo anno scolastico».
L’Unicobas sottolinea l’esigenza di «mettere da parte soluzioni che hanno già dimostrato inefficacia e insostenibilità (come la “Dad”), e interventi inaccettabili come quelli finora prospettati da governo e ministero». —
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