La raccolta incredibile del dottor Riccucci: oltre 110mila euro
CECINA
Giorno dopo giorno, in questi tre mesi, la raccolta organizzata dal dottor Ubaldo Riccucci, medico del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cecina, ha assunto connotati unici. «Eravamo all’inizio dell’emergenza, era una domenica pomeriggio - ricorda Riccucci - in reparto ci chiedevamo che cosa fare, una collega disse che su internet esisteva questo sito, gofundme, per le raccolte online. Mi sono offerto di provarci: speravamo di arrivare a 10mila euro per acquistare un videolaringoscopio, lo strumento più importante per ridurre le possibilità di contagio...». L’obiettivo è stato raggiunto in pochi giorni e da lì è iniziata una crescita che è arrivata a 110mila euro circa. «Aggiungendovi anche i soldi raccolti dal dottor Claudio Marabotti a Rosignano siamo a circa 140mila euro», continua Riccucci.
Il medico ringrazia in primo luogo i colleghi che con lui hanno partecipato a questa iniziativa: il primario Carlo Amadori, i dottori Sandro Pardossi, Susy Pretoni, Roberto Lenzi, Giacomo Saltini, Giovanna Semeraro, Virginia Donati, Martina Malvaldi, la coordinatrice infermieristica Alessandra Ingrasci e gli infermieri della Tisi. E poi tutti quelli che hanno donato: «Ho una lista di 450 nominativi - dice -. A Cecina abbiamo avuto la fortuna di non essere travolti dall’emergenza, ma l'impegno è nato da una consapevolezza che poteva avvenire qualcosa di molto grave. La partecipazione collettiva indipendentemente dalla residenza e dallo stato sociale ha dato una bellissima indicazione su come questo ospedale, questo reparto siano nel cuore della gente».
Sono due i benefattori che Riccucci cita: «Gli Amici del cuore e le Cure palliative. Ma il nostro grazie va a tutti. Queste donazioni ci hanno permesso l’acquisto di una strumentazione più moderna - sottolinea -. Quando abbiamo portato il nuovo ventilatore al pronto soccorso, il dottor Pennati l’ha usato il pomeriggio stesso. Si tratta di un ventilatore che nasce per il trasporto, come quello usato sull’elicottero: dovendo fare spesso trasferimenti protetti con l’ambulanza, abbiamo voluto comprare uno strumento in grado di assolvere sia alle esigenze del reparto che a quelle del trasporto. Col dottor Marabotti abbiamo messo insieme i soldi per una sonda cardiologica per l’ecografia transesofagea, un esame che a Cecina non si faceva e per il quale si doveva andare a Livorno. In Rianimazione avevamo un ecografo obsoleto: è nata l’esigenza di implementare le ecografie del torace e lo abbiamo preso nuovo». —
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