La grande promessa: «Il nuovo ospedale sarà pronto in 5 anni»
Salvetti: «Sarà il primo in Toscana post covid col 9% dei posti letto in più» Rossi: «La mia ultima firma, mi auguro in questo caso lo sia anche per Livorno»
LIVORNO. La pellicola dell’Istituto Luce, proiettata al Cisternino di Città, inquadra una folla festante davanti agli Spedali Riuniti col re Vittorio Emanuele III e la regina Elena del Montenegro. E’ l’11 novembre del 1931. La prima pietra è stata messa il 5 novembre del 1929. Esattamente 2 anni per tirare su un gigantesco ospedale progettato da Ghino Venturi, intitolato al gerarca fascista Costanzo Ciano e costato 32 milioni di lire. Oggi Luca Salvetti, sindaco di Livorno, annuncia che in 5 anni la città avrà il suo nuovo ospedale. Compatto, moderno e immerso nel verde. E sarà il primo ospedale toscano post covid-19. Avrà il 9% dei posti letto in più (509) e si allinea ad uno standard di 130 mq/posto letto. Il quadro finanziario è un po’ cambiato (e sulla ripartizione, martedì in consiglio, c’è stato un bel caos con le opposizioni in subbuglio) ma il risultato finale - leggere l’accordo di programma - è sempre 245 milioni di euro.
Salvetti ricorda che ne serviranno meno per costruirlo. «Noi lo abbiamo lasciato immutato perché utilizzeremo il restante per riqualificare i vecchi padiglioni», dice. Come, dove e quando lo si vedrà in seguito. Intanto però il sindaco promette: in 5 anni Livorno avrà il suo nuovo ospedale. Sarà un’impresa perché i tempi sono contingentati e tirati al massimo. L’Asl deve completare lo studio di fattibilità entro settembre 2020, il masterplan (coi documenti Vas e l’indagine geologica) entro gennaio 2021, pubblicare il bando entro aprile 2021. E il Comune deve correre per chiudere la caratterizzazione (l’indagine sull’inquinamento nell’area ex Pirelli)e completare la variante urbanistica entro agosto 2021.
Ieri, al Cisternino di Città, c’era grande ottimismo. A partire dal sindaco («Esattamente un anno fa ho vinto le elezioni ed oggi firmo l’accordo di programma del nuovo ospedale»). Per proseguire con lo stesso presidente Enrico Rossi: «Questa non è la mia prima firma, ma sicuramente sarà l’ultima», augurandosi che sia l’ultima anche per Livorno, l’unico capoluogo toscano rimasto indietro nel cronoprogramma di edilizia sanitaria. Poi il governatore ha accennato all’esperienza covid, all’insegnamento che la Regione ne ha tratto: «Senza i nuovi ospedali di Massa, Lucca e Pistoia gestire questa emergenza sarebbe stato un problema». Ha ringraziato il sindaco, per l’impegno messo dal momento della sua elezione. Ma anche il lavoro dei livornesi Gazzetti, Grieco, Giambastiani (l’ingegnere dell’Aop che ha redatto la proposta progettuale) e della stessa direttrice dell’Asl Nord Ovest Maria Letizia Casani, livornese d’adozione. Rossi, Casani, Salvetti, Saccardi, Caruso (per la Provincia di Livorno) e Tampieri (Soprintendenza) hanno firmato l’accordo. Casani, in particolare, ne ha tratteggiato le caratteristiche, di “ospedale innovativo sia nella componente di edilizia sanitaria, sia nella parte architettonica che vede il recupero di un’area industriale”.
E poi - ha aggiunto - “sarà un ospedale immerso nel verde, con beneficio per tutti ma essenzialmente per chi si cura qui”. La Sovrintendenza - che pure deve vigilare su vincoli di tipo paesaggistico, storico e architettonico - ha assicurato la massima collaborazione con gli enti perché il progetto possa essere realizzato. E’ stato inoltre ricordato, in sala, come questa proposta progettuale abbia incontrato il favore dei primari ospedalieri (ieri ne erano presenti alcuni) che invece avevano criticato la precedente ipotesi - il cosiddetto monoblocco - perché prevedeva un cantiere annoso dentro l’ospedale e nasceva dalla demolizione di un’unita chiave come malattie infettive. Ed è stata sottolineata, dal sindaco, l’opportunità di una riqualificazione dei vecchi padiglioni che potranno ospitare una cittadella della salute. Con un percorso partecipativo che si comporrà di tre fasi: una gestita dal Comune di Livorno e due dalla Regione Toscana. —
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