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arte

Trovato a Prato un dipinto rubato al critico d'arte Pepi nel 2006

Sabrina Chiellini
I reperti recuperati dai carabinieri
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I reperti recuperati dai carabinieri

I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze lo hanno sequestrato a una casa d’aste

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CRESPINA. C’è anche un’opera che era stata rubata a Crespina nel 2016 dalla collezione del critico d’arte Carlo Pepi tra i beni recuperati nell’ultimo anno di attività dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. La notizia del ritrovamento è stata data ieri, anche se l’opera è al sicuro già da qualche mese e fa parte dei beni d'arte per un valore di 6,5 milioni di euro che sono stati recuperati nel corso del 2019 dai militari del nucleo di Firenze.

Tra i recuperi più significativi c’è un dipinto a olio su tela raffigurante la campagna toscana dell'artista livornese Giovanni March, rubato nel marzo del 2006 a Crespina e sequestrato in una casa d'aste di Prato. Un furto che fece clamore. Dall’abitazione di Crespina del grande collezionista e critico d'arte (che ha dedicato la sua vita a studi e ricerche sull'arte) Carlo Pepi vennero rubate circa 300 opere di grande valore per la storia dell’arte. Una grande parte di queste (175) è stata recuperata sempre dagli 007 dell’arte nel corso del 2011 da un commerciante a Firenze. Come succede per la maggior parte delle inchieste che riguardano le opere d’arte, le indagini possono durare anche anni. E quando i beni artistici finiscono sul mercato spesso incrociano lo “sguardo” dei carabinieri.

«Sono molto contento del ritrovamento dell’opera di March, che è un capolavoro di grande valore artistico – dice Pepi, ringraziando i carabinieri –. Tra l’altro la stessa opera mi era stata rubata anni prima. L’avevo prestata per una mostra a Pisa e i ladri ne avevano approfittato. Era stata ritrovata e poi rubata di nuovo, insieme alla collezione di litografie di Fattori».

Quello del 2006 fu un furto su commissione. I ladri, da veri esperti, si concentrarono su opere dell'Ottocento toscano che si trovavano a piano terra e che erano tornate dalla mostra sulle opere multiple di Fattori a Cecina e da una mostra per la riapertura del Caffè Michelangiolo a Firenze.

Tornando al bilancio di un anno di lavoro del Nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze, le indagini hanno permesso il recupero di un dipinto attribuito a Filippo Palizzi, rubato a un privato a Roma nel 1982, di sei manoscritti in lingua francese di età napoleonica, oltre che di numerosi reperti archeologici. Complessivamente nel 2019 i militari del Nucleo hanno denunciato 48 persone, di cui 16 per reati in danno del paesaggio. In occasione del terremoto che ha colpito l'area del Mugello il 9 dicembre 2019, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio sono intervenuti mettendo in sicurezza 259 opere d'arte, tra cui 37 opere pittoriche, 12 sculture, 164 beni ecclesiastici e 51 documenti di natura archivistica. Nel 2019 si è comunque registrata una netta diminuzione dei reati contro il patrimonio culturale.

Sequestrati nel medesimo anno anche numerosi falsi di opere d'arte contemporanea, che se finiti sul mercato avrebbero fruttato ricavi per circa 500mila euro.

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