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viale alfieri 

Sorpreso in casa con la merce rubata

stefano taglione
Sorpreso in casa con la merce rubata

Sequestro da migliaia di euro da parte della Squadra mobile Tre denunce: ecco come rientrare in possesso degli oggetti

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LIVORNO

Serviti di posate in argento, anche antichi. Ma non solo. Anche un amplificatore acustico della Yamaha, una bicicletta rosa da bambina, una confezione di pregiati coltelli da cucina, una penna Parker con una dedica incisa e una data, alcuni orologi da polso, una mola e bigiotteria ancora confezionata.

Tutto materiale che è stato recuperato due giorni fa in una abitazione in zona ospedale dal gruppo Falchi della Squadra mobile della polizia di Stato, diretto dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi, e che ora si trova al sicuro in questura. I legittimi proprietari, se riusciranno naturalmente a dimostrarne la reale appartenenza con foto o denunce al seguito prima del furto, potranno fissare un appuntamento per ritirarli, chiamando il numero 0586 235111. Importante – fanno sapere da via Fiume – richiedere attraverso il contatto telefonico di essere ricevuti negli uffici della Squadra mobile, in maniera da non creare assembramenti e dare modo agli interessati di avere il tempo necessario per visionare gli oggetti rubati. Il furto potrebbe essere nelle settimane o nei mesi scorsi in città. Gli investigatori ne sono venuti a conoscenza mercoledì scorso, dopo il blitz in viale Vittorio Alfieri messo a segno su disposizione della procura. L’indagine nasce da un arresto per droga sempre dei Falchi della questura, gli agenti con i T-Max il cui debutto a Livorno risale a poco più di un anno fa, convalidato dal tribunale qualche settimana fa con l’obbligo di dimora a Livorno. In manette era finito un tunisino di 51 anni, nato nel 1969, che però agli inquirenti avrebbe dichiarato un domicilio falso per sviare le indagini.

Nell’abitazione dove lui effettivamente viveva, invece, c’era tutto il materiale rubato, oltre a cinquemila euro e bilancine di precisione. La somma viene ritenuto provento di attività spaccio: con ogni probabilità, visto che all’interno dell’appartamento di viale Alfieri droga non ce n’era, il malvivente si stava muovendo per fare rifornimento.

La Squadra mobile ha effettuato il sequestro della merce all’alba di mercoledì scorso, dopo aver scoperto che l’indirizzo da lui fornito come dimora all’atto dell’arresto era falso. Un accertamento immediato grazie alla conoscenza del territorio del personale di via Fiume, che lo ha sorpreso nei dintorni dell’ospedale, a poche decine di metro dalla casa (l’indirizzo falso) dove lui aveva dichiarato di abitare.

L’uomo si trovava nell’appartamento in compagnia di due suoi connazionali, indagati per aver infranto la normativa sugli stranieri e in concorso anche per ricettazione di cose di valore, conservate all’interno della casa e di cui non sapevano fornire alcuna indicazione sulla loro provenienza. Per questo non è stato possibile indagarli per furto. Il questore, Lorenzo Suraci, esprime "grande compiacimento per l’operato del personale della sezione Falchi della Squadra mobile, livornese, istituita all’incirca un anno fa e che sta apportando soddisfacenti risultati investigativi e operativi in maniera costante su tutto il territorio». —

stefano taglione

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