Il Tirreno

Livorno

l’accusa di salvatore favati 

«Io imprenditore fra mille difficoltà per i ritardi dei corrieri»

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Gli operatori economici hanno bisogno che la merce arrivi con puntualità ma ve ne sono alcuni per i quali è assolutamente indispensabile: è il caso dell’imprenditore livornese Salvatore Favati che, occupandosi di forniture navali, ha ovviamente l’imprescindibile necessità che la merce arrivi in tempo per essere imbarcata là dove passa la nave e quando passa la nave. Talvolta non è così, anzi spesso: è Favati a denunciarlo puntando il dito contro il caso di corrieri che «attualmente ritirano le merci, poi entrano in sciopero e le sequestrano per un tempo indeterminato». Con ironia amara, aggiunge che questo causa «danni tanto gravi quanto il valore delle merci moltiplicato per l’importanza di esse a bordo di una nave, elevate alla potenza delle proteste delle quali sono incolpevolmente l’oggetto».

Favati racconta tutte le difficoltà della ripartenza, «tra aziende che non hanno ancora riaperto, aziende che non riapriranno, aziende che non danno riscontri, persone che lavorano in remoto con tutte le conseguenze inevitabilmente negative determinate dalla improvvisazione del distaccamento».

L’imprenditore livornese dice che non è una novità («mi lamento da tempo la mancanza in Italia dell’etica che caratterizza i corrieri di Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germani e Olanda, per parlare di quelli che conosco». Ricorda i casi in cui le consegne vengono effettuate «quando hanno tempo e tra consegne in ritardo e altre perdute (inesitate dicono...) passo le mie giornate a rincorrere pacchi sparsi dalle Alpi alla Sicilia». Lo dice sottolineando di esser costretto «giocoforza tollerare di far figure da deficiente con clientela-nave che se non riceve la merce ordinata entro l’ora di partenza mi raccomanda caramente di farne buon uso, e mi trovo a sopportare danni a volte ingenti ed irrimediabili dovuti al fatto che ‘’il corriere non è passato’’». Tutta colpa, a suo giudizio, del fatto che il trasporto da parte dei corrieri nel nostro Paese avviene «senza rischio alcuno di dover rendere conto dei malservizi, dato che i regolamenti allegati ai contratti di trasporto sono enciclopedie britanniche di cavilli scaricabarile». Ripartire dopo «questa catastrofe sanitaria gestita a casaccio» può avere un senso, dice Favati, «solo se questo Paese si libererà, una volta e per tutte, dell’impunità e dell’inefficienza ben pagata». —



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