Il Tirreno

Livorno

E l’assessora all’ambiente «Presto sarà una riserva»

Federica Fratoni spiega a che punto sia l’iter per tutelare la zona  Dopo l’ok della giunta adesso manca infatti la discussione in consiglio 

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L’intervista

Il progetto per tutelare le profondità di Calafuria, un tesoro sommerso a un tuffo da noi c’è e si chiama “Sistema delle aree protette dei Monti livornesi – isola di biodiversità”. Un progetto costituito da una riserva naturale regionale che avrà un’estensione complessiva di 3078 ettari dei quali 1337 tutelati a riserva e 1741 di aree contigue, e da un ampio sito natura 2000 di circa 5618 ettari. Del sistema fa parte anche la zona di Calafuria Un’area a terra di circa 477 ettari e un’area a mare di 185 ettari che comprende il miglio magico. L’assessora regionale all’ambiente Federica Fratoni sta seguendo l’iter per il via libera.

A che punto è la procedura la trasformazione del parco delle colline livornesi e l’istituzione della riserva delle aree protette?

«La giunta ha inviato la proposta al Consiglio regionale che la sta esaminando nelle commissioni opportune. E poi la porterà in aula».

Quali sono i tempi per la discussione in consiglio? La data è calendarizzata?

«La discussione è già incardinata nella commissione consiliare e siamo in attesa che giunga brevemente a conclusione compatibilmente con la fase che stiamo attraversando».

Che tipo di interventi di valorizzazione state studiando per il miglio magico di Calafuria?

«Abbiamo intenzione di lavorare insieme a Comune, associazioni sul territorio già molto attive e insieme ai gruppi di Diving, alla costruzione di un percorso di dialogo tra la parte terra e la parte mare, ambedue aree protette, in modo che punti alla sensibilizzazione riguardo l’alto valore di questo patrimonio. C’è già un percorso avviato e molto condiviso quindi ci sono le premesse per una valorizzazione completa con un investimento forte di tutti i soggetti. L’intesa firmata l’anno scorso tra Regione, Comuni, Provincia di Livorno, ha garantito una visione unitaria del sistema integrato delle aree protette e gli strumenti più adatti per ricomporre la frammentazione delle aree a diversa tutela».

Periodicamente vengono denunciati episodi di pesca illegale. Come e cosa si puo’ fare?

«L’istituzione del sito a mare dà una priorità all’organo di controllo, la Capitaneria di Porto, che deve vigilare i siti natura 2000, con essa la Regione ha uno rapporto stretto che prevede anche l’incremento dei controlli nelle aree più sensibili dal punto di vista ambientale». —



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