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La solitudine diventa corale e la canta Giorgio Mannucci
L’artista livornese ha lanciato il nuovo brano sul web ed è stato un successo “Ogni Notte Scoperta” è anche un video con amici, parenti e con i Licaoni
LIVORNO
La solitudine e il lockdown. L’una tira il filo all’altro, ma non si giurano amore eterno. Però c’è qualcosa da imparare da entrambi, come le buone abitudini che nascono dai momenti che non ti aspetti. Forse non tutto è da buttare di questo periodo di sospensione della normalità, dovuto all’emergenza Covid-19.
Giorgio Mannucci, cantautore livornese, ha provato a spiegarlo in una canzone che si chiama “Ogni Notte Scoperta” ed è sbocciata giocoforza sul web. Suoi il testo e la musica, ma la coralità dei contributi è un valore aggiunto che si lega anche al messaggio trasmesso da questo brano: «Pur essendo lontani – dice Giorgio - possiamo trovare un filo sottile che unisce noi e le nostre vite». Prodotto e mixato da Ale Bavo, con il supporto del team di Manita Dischi, il brano è accompagnato da un video realizzato con il prezioso contributo dei Licaoni, con la partecipazione di amici e familiari dell’artista.
«Da ognuno di loro – spiega Mannucci – ho ricevuto un piccolo video che ritrae la loro routine in questi tempi. Quindi ho cercato tra di essi un filo che li potesse legare tutti. E indovinate un po’: quel filo esisteva davvero». Si ritrova in un oggetto, un gesto, un animale domestico, un bambino o nello sguardo fuori dalla finestra. L’illustratrice lucana La Tram, che vive da anni a Livorno, ha invece realizzato la copertina che segue il lancio della canzone su Spotify.
Com’è nata “Ogni Notte Scoperta”? «La sera di pasqua nella mia mansarda. Figlia della forte solitudine di questi giorni, del guardarsi allo specchio cercando di riconoscersi e della ricerca di un antidoto per affrontare al meglio la quarantena. Insieme al mio produttore artistico Ale Bavo, con cui ho cooperato da Torino, abbiamo tirato fuori in tempi da record la canzone».
Che parla anche di una Livorno deserta, dell’acqua limpida dei fossi. E nasce una riflessione: «Portando fuori il mio cane – prosegue Giorgio – mi è capitato di passeggiare sugli Scali delle Cantine deserti alle 5 del pomeriggio. Una cosa che normalmente non faccio mai, perché è una via molto trafficata. Pur non dimenticando la tragedia di questi tempi, ho trovato pace nel silenzio, nell’aria buona e nella natura. È una parte di questa “quarantena” che considero utile e ispiratrice, per capire dove le cose dovrebbero stare. Sì, in questo periodo ho immaginato un mondo diverso, e se hai piani alti nessuno farà caso a questo, spero che, quando sarà possibile, la gente trovi il modo di scendere in piazza e farsi ascoltare».
C’è qualcos’altro da “salvare” di questa fase? «Sì, riguarda la solitudine. L’abbiamo vissuta forzatamente, ma forse è stata un’occasione per capire quanto sia importante concedersi momenti per stare da soli e riflettersi, guardarsi allo specchio e riconoscere le proprie paure e i propri lati negativi». Ne parla “Ogni Notte Scoperta”, che nel ritornello fa così: “E imparerò a conservare quello che mi sta vicino anche se non c’è, continuare a credere in quel pensiero per non smettere di stare accanto a te”. «L’idea positiva che voglio trasmettere – conclude il cantautore – sta nel cercare di mantenere un rapporto bello e profondo anche nell’assenza. Si può fare con chi si ama, ma anche con un bosco che non vedi l’ora di tornare ad attraversare». —
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