Il Tirreno

Livorno

Ambulanti scomparsi dai decreti Anva: «Nessuna data sui mercati»

Lucia Aterini
Ambulanti scomparsi dai decreti Anva: «Nessuna data sui mercati»

Il presidente: «Abbiamo portato le nostre proposte al sindaco, se non si può lavorare all’aperto...»

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Circa duemila aziende come se fossero scomparse. E questo solo a Livorno. Il presidente provinciale dell’Anva-Confesercenti Andrea Briguglio è polemico con il governo. «Gli ambulanti devono essere un’entità astratta per il premier Conte - spiega - che non ha mai menzionato i mercati nei suoi decreti. Solo nel primo quando dispose la chiusura di tutte le attività. E pensare che dietro a ogni banco ci sono dalle due alle quattro persone. Hanno riaperto i fiorai, le librerie, l’abbigliamento da bambino ma nel nostro comparto, che ha le stesse tipologie di attività, sono ancora tutti chiusi».

Briguglio incalza: «Pensavamo di ripartire l’11 maggio. Eppure sarebbe facile pensare alla nostra riapertura, lavoriamo all’aperto. Si dovrebbe essere avvantaggiati e invece i supermercati sono in attività e noi no perchè si creano gli assembramenti...»

In questo tempo di quarantena, gli ambulanti hanno cercato di manifestare la loro esistenza e a Livorno sono andati anche dal sindaco Luca Salvetti a presentare un pacchetto di proposte per riaprire i mercati (oltre a quelli alimentari che comunque sono andati avanti).

«Nell’incontro - spiega il presidente provinciale - abbiamo presentato alcune ipotesi per la riorganizzazione dei mercati, soprattutto quello settimanale di via dei Pensieri dove ci lavorano circa 250 ambulanti. Pensavamo di ridurre la superficie dei nostri banchi da sette metri a sei. Poi un’altra proposta è stata quella di chiudere gli spazi intorno al banco e lavorare solo con la parte frontale. Vale a dire creare un unico corridoio che potrebbe essere anche allargato. In aggiunta ci sarebbero stati i segni in terra per distanziare le persone». Briguglio va avanti: «Poi non sarebbero mancate quelle che sono divenute le chiavi di ogni casa, le mascherine, il gel disinfettante per pulire i banchi, i guanti. Purtroppo però il sindaco non può prendere la decisione di riaprire i mercati su suolo pubblico se non ci sono disposizioni governative».

E quindi gli ambulanti stanno ancora aspettando che qualcuno parli di loro. «Tutto questo solo con le 600 euro che ad alcuni di noi non sono neppure arrivate. E poi anche il decreto liquidità sotto i 25mila euro ancora non si è concretizzato e se poi l’ambulante ha avuto un neo sul merito creditizio e la situazione non è stata limpidissima, anche se la garanzia è interamente statale, non ha ottenuto risposta». «Abbiamo avuto la sospensione del suolo pubblico - va avanti il presidente provinciale - ma ci vorrebbe un azzerramento come hanno fatto a Lucca, diciamo un anno bianco rispetto alla tassazione. E risorse a fondo perduto. Si spera poi che l’obbligo dello scontrino elettronico sia postcipato almeno a gennaio (doveva entrare in vigore il primo di luglio)». E anche se e quando si arriverà alla riapertura, conclude Briguglio: «Ci dovrebbero essere certezze e buonsenso sulle sanificazioni, bisogna spruzzare disinfettante sui capi dopo le prove? I nostri camerini sono i furgoni, che facciamo li dobbiamo sanificare anche quelli?». —



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