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Addio a Bencini, storico dirigente pubblico: tristezza e sconforto in Comune
Doveva ancora compiere 63 anni, sconfitto da una malattia. In carriera si era occupato di politiche abitative e patrimonio
LIVORNO. Doveva ancora compiere sessantatré anni. Da quasi 36 lavorava a Palazzo comunale. Giovanni Bencini, volto molto conosciuto in Comune, è morto ieri mattina. A causa di una malattia che lo perseguitava da anni, ma che comunque non gli aveva fatto perdere il sorriso, neppure negli ultimi giorni della sua vita. Inutili, poco dopo le otto, i soccorsi da parte dei volontari della Misericordia di via Verdi, giunti su un’ambulanza con il medico a bordo dopo la chiamata della famiglia al 118.
La notizia del decesso di Giovanni Bencini ha suscitato grande dolore non solo tra i familiari, ma anche tra i tanti colleghi di lavoro che lo apprezzavano per le qualità professionali e le doti umane, che gli avevano permesso di raggiungere importanti traguardi in carriera oltre che a riscuotere simpatia e affetto. Cordoglio è stato espresso dall’amministrazione comunale per la scomparsa del noto dirigente comunale, alla guida per tantissimi anni delle strutture e degli uffici che si occupano del sociale e dell’emergenza abitativa a Livorno.
«Voglio esprimere in questo momento di dolore, a nome di tutta la città - dichiara il sindaco Luca Salvetti - la vicinanza mia e dell’amministrazione ai familiari di Giovanni. Ne voglio ricordare le grandi doti umane, oltre che la competenza, che lo hanno portato ad essere costante punto di riferimento per tutti quelli che hanno lavorato con lui. Una carriera interamente spesa in Comune, a servizio delle persone più svantaggiate. In questi ultimi anni, malgrado le condizioni di salute, ha continuato a dare tutto se stesso, e la sua attività e il suo impegno non sono mai venuti meno». Giovanni Bencini era entrato in Comune nel 1984, dopo la laurea in economia e commercio a Pisa, in qualità di provveditore economo dell’istituto Pascoli, e in seguito di direttore.
Bencini è stato dirigente del settore Sicurezza sociale dal 1992 al 1996, dirigente delle Politiche abitative dal 1997 al 2004, poi per due anni dirigente del Patrimonio, direttore dell’Istituzione servizi alla persona dal 2007 al 2009, dirigente dei servizi sociali dal 2010 al 2012, dei Servizi demografici dal 2013 al 2017. Il suo ultimo incarico è stato di dirigente delle attività amministrative per il post-alluvione. Il decesso è avvenuto nella sua abitazione di via Carega, nella zona dell’ospedale. La sua salma è stata subito trasferita al cimitero dei Lupi e stamani, alle 11. 30, si terrà l’ultimo saluto alla presenza dei familiari più stretti (non è possibile svolgere funerali in questo periodo) a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni. Bencini verrà sepolto sempre al cimitero dei Lupi, come da sue volontà. Se ne va, dunque, una delle personalità più conosciute della macchina comunale. Un professionista cordiale, pacato, sempre pronto a studiare una soluzione capace di risolvere il problema. Qualunque fosse il problema.
Il suo lavoro nell’ambito delle politiche sociali lo ha portato a conoscere situazioni delicate, famiglie bisognose che Giovanni Bencini ha sempre cercato di sostenere. Aveva uno splendido rapporto con i colleghi, che a lui chiedevano anche consigli e pareri, considerata la sua grande esperienza. Lascia la moglie Stella e due figli, Carlo e Claudia. Ieri amici e colleghi hanno accolto la notizia della sua scomparsa con tristezza e sconforto.
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