Il Tirreno

Livorno

IL GLOSSARIO 

Inglese storpiato, paradossi e passione per gli eccessi

Inglese storpiato, paradossi e passione per gli eccessi

Alcune tra le espressioni più  famose nascono dal dopoguerra e dal linguaggio degli americani che restarono in città. Il potere della metafora e dello sfottò

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LIVORNo

Lessico ed espressioni idiomatiche del vernacolo livornese in una sorta di dizionario che si ritrova appunto nel libro “L’ABC del livornese” di Daniela Lenzi. Ne riportiamo alcune.

Botta botta, fi’o secco: si dice di persona che non fallisce un colpo, anche in senso metaforico di botta e risposta azzeccata o di esiti fortunati o favorevoli.

N’è cascato lo spadino: ha perduto le buone maniere. Lo spadino di cui si parla è quello dei cadetti dell’Accademia Navale, sempre inappuntabili nel loro comportamento pubblico.

Par d’esse al Molo Novo: si dice quando in casa c’è forte corrente d’aria che si percepisce come quando siamo in mare aperto. Il Molo Novo è una diga curvilinea costruita nella seconda metà dell’800 davanti all’imboccatura del porto.

Allezzito: persona sporca, ma anche ridotta male economicamente, senza un soldo, oppure malmessa perché avara. È allezzita anche una persona ignorante, che non riesce a svolgere una qualsiasi attività a causa delle sue scarsissime competenze.

Levati da tre passi: vattene, allontanati, mutuato dalla scritta inglese “No trespassing” (non passare) che frequentemente si poteva leggere sui cartelli dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

E regali fi’i: regali i fichi! Certamente, eccome! Si dice anche “E regali fi’i boddoni”, cioè fichi grossi e poco pregiati. Si usa anche semplicemente “E regali! ” (Domani sono’n festa, voglio dormì sino a mezzogiorno. E regali! ). Oimmena! : ma pure “Uimmei! ”, “Aimmei! ”, “Immei! ”, tutte espressioni di sgomento, di sconforto, di incredulità o di impazienza. Ci sono poi “Oioi! ” e “Oioia! ” che esprimono un dolore fisico persistente, disappunto, insofferenza e si pronunciano con varie tonalità.

Arrondemàn: moltissimo, tanti, in gran quantità. Per l’accento, la derivazione potrebbe essere francese, invece pare che sia la deformazione dell’espressione “around the man” (intorno all’uomoc), incitazione con la quale i militari statunitensi durante la Seconda Guerra Mondiale accerchiavano un ubriaco molesto riempiendolo di botte.

Andà a fassi benedì da’Greci: allude alla chiesa dei Greci Uniti in via della Madonna per il culto della comunità greca presente a Livorno. “Fatti benedì da’Greci” si diceva di una persona sfortunata sia in amore che in affari, ma prima ancora si pensava che la benedizione fosse particolarmente adatta ai bambini troppo gracili o malati.

E ci’orre’na ce’a! : per dire “c’è una bella differenza!”. Giocando sul paradosso perché le ce’è sono i minuscoli “neonati” dell’anguilla. Esistono anche le varianti “ci’orre un bao! ”, “ci’orre’n pelo! ”, “ci’orre pio! ” e “ci’orre roccia! ”. —

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