Il Tirreno

Livorno

i macigni di tasse e burocrazia 

Aziende tra pressione fiscale pari a quasi il 62% e venti enti con cui hanno a che fare per la gestione

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«La crisi da Covid19 – spiega Cna – riacutizzerà un problema preesistente: il peso della tassazione e della burocrazia sulle imprese. Un modello che non potrà più reggere». L’ultima indagine fatta dal Centro Studi di Cna Nazionale fotografa a Livorno una pressione fiscale totale sulle imprese (fra imposte nazionali e locali più contributi) del 61,8%, sopra la media nazionale del 61,4% e sopra quella toscana del 60,9%. Per essere pratici, su 100 euro di reddito d’impresa, quasi 62 euro a Livorno vanno in tasse. Poi c’è la burocrazia sulla quale l’indagine rileva una media di 20 enti con cui un’azienda ha a che fare per la gestione della sua attività.

«I soldi che, forse, le aziende prenderanno in prestito - aggiunge Cna - non andranno quindi in nuovi investimenti, ma torneranno quasi tutti allo Stato ed agli enti locali in pagamento di imposte e burocrazia. E’ un assurdo che deve essere corretto immediatamente per non far collassare ciò che rimarrà del sistema imprese da qui ad un anno dopo il coronavirus, perché alcune aziende potrebbero non farcela nemmeno a ripartire ».

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