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Reboot 8092 fa bella figura all’ottavo Trofeo Cassiopea
Il racconto di fantascienza è stato scritto da Daniele Salvato e Andrea Formichini
livorno
Con il loro libro “Reboot 8092” gli scrittori livornesi Daniele Salvato ed Andrea Formichini si sono aggiudicati il secondo premio alla ottava edizione del Trofeo Cassiopea, dedicato ai romanzi di fantascienza italiani e promosso a Fiuggi dall'associazione “Deep Space One” che ha voluto comunque lanciare un segnale di vitalità e di speranza nonostante la particolare situazione che stiamo vivendo. La selezione delle opere in concorso è stata perciò attuata dalla giuria nel rispetto delle disposizioni per il coronavirus: «I premi ai vincitori - ricorda Fabiana Redivo sulla pagina Facebook del Trofeo - saranno invece consegnati appena possibile». La stesura di “Reboot 8092” scaturisce dalla collaborazione fra due autori provenienti da percorsi formativi e professionali assai diversi, ma accomunati dalla passione per la scrittura e per taluni generi letterari, dall'horror alla science fiction.
Laureato in scienze politiche, Daniele Salvato è responsabile della qualità presso la Svs gestione servizi mentre Andrea Formichini è ingegnere elettronico e lavora in un’azienda livornese di progettazione industriale.
«La mia passione per la scrittura - spiega Daniele Salvato - è nata sin da quando ero piccolo, quando adoperavo una vecchia macchina per scrivere Olivetti nella creazione di racconti surreali e fantastici. I miei generi letterari preferiti sono l'horror ed il fantasy». La sua prima pubblicazione è del 2014 con il racconto “Soggetto zero”, poi utilizzato per un cortometraggio sugli zombie, a cui sono seguiti il romanzo fantasy “L'ambasciatore delle tenebre” e la storia post-apocalittica “Il re del nulla”, ambientata a Livorno. Ha inoltre sceneggiato il corto “Domine”, del regista Enrico Fernandez: «Reboot 8092 – continua Salvato - è stato il mio primo incontro con la fantascienza, un libro che con Andrea è stato portato a termine senza intoppi». Per Andrea Formichini l'approccio alla scrittura è stato invece più articolato. «Mi sono sempre appassionato a tutte le arti - racconta - partendo tanti anni fa con la musica, scrivendo melodie e arrangiamenti, per poi passare alla grafica bidimensionale e tridimensionale, mentre le mie letture sono soprattutto rivolte alla saggistica, in particolare di tipo scientifico e fantascientifico. L’arrivo alla scrittura è stato infine inevitabile partendo da un libro di poesie sperimentali intitolato “Dipinti. Poesia connettiva” e pubblicato nel 2017». Ma come è nato “Reboot 8092”?. «Con Daniele - ricorda Formichini - eravamo già amici e andando alla presentazione del suo libro “Il re del nulla” trovai affinità con delle idee che mi ronzavano in testa. Così gli proposi il progetto perché sicuramente aveva più esperienza di me nella narrativa, mentre io mi sarei occupato delle parti più tecnologiche del romanzo. Il testo ce lo siamo scambiato più volte ed abbiamo ideato il finale insieme». —
ROBERTO RIU
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