Il Tirreno

Livorno

«Il silenzio dei clienti mi fa stringere il cuore, serve tanta pazienza»

T.S.
«Il silenzio dei clienti mi fa stringere il cuore, serve tanta pazienza»

Riccardo sta davanti alla porta d’ingresso della Conad di Collesalvetti «Tante coppie cercano di aggirare le norme con un carrello a testa» 

3 MINUTI DI LETTURA





la storia/2

L’emergenza coronavirus ha rivoluzionato il lavoro all’interno dei supermercati. E ha “creato” figure nuove. Ora esiste anche l’addetto al controllo degli ingressi contingentati. È quella persona che sta all’entrata del punto vendita e controlla che i clienti, all’esterno, rispettino la distanza di sicurezza in fila. E, soprattutto, ha il compito di far entrare solo un determinato numero di soggetti alla volta, per evitare assembramenti tra gli scaffali. Riccardo Annarella lavora alla Conad dal 1999. Ma solo dall’inizio di marzo, quando sono state ordinate le restrizioni anti-contagio dal governo, si è trovato a operare all’ingresso del punto vendita di Collesalvetti. «Distribuisco i numeri ai clienti, e poi mano a mano chiamo quelli che possono entrare», racconta. Una sorta di “vigile”, che ha il dovere di garantire la sicurezza di tutti. Anche se non è sempre facile. «In media abbiamo circa quaranta persone in fila fuori dal supermercato. Capita che si creino piccoli battibecchi, bisogna avere pazienza ed essere tolleranti. Per fortuna - spiega Riccardo - la nostra clientela tutto sommato è disciplinata».

Come tutti i supermercati della Toscana, in seguito all’ordinanza del presidente della Regione, Enrico Rossi, anche la Conad di Collesalvetti sarà chiusa oggi e domani. «È fantastico poter stare due giorni di fila con mia moglie e i miei figli. Anche perché il lavoro, di questi tempi, ti riempie la testa di pensieri». Riccardo è il primo contatto tra il supermercato e i clienti. Legge l’umore sui volti della gente, ascolta le lamentele, le paure, le preoccupazioni di tutti. «Dalla posizione in cui lavoro, ho la possibilità di veder cambiare il mondo attorno a me con un solo, semplice passo. Se entro dentro al supermercato sento la musica della radio dagli altoparlanti, il rumore delle casse, come se fosse un giorno qualunque. Ma se faccio un passo verso l’esterno, ascolto un silenzio assordante. La gente in fila parla pochissimo - racconta Riccardo - e sulle strade vicine al punto vendita non si sente il rumore della auto, come solitamente accade. È surreale, sembra un film dell’orrore». Capita, poi, di dover fare i conti con i “furbetti”.

In particolare con chi cerca di aggirare la regola che impone un solo membro per famiglia a fare la spesa. «Succede che vengono marito e moglie, e ognuno prende un carrello e un numero per entrare. La nostra è una realtà piccola, conosciamo bene i nostri clienti. Mi accorgo quando viene una coppia a fare la spesa, lo faccio presente, ma loro rispondono che uno fa acquisti per la famiglia e l’altro per la madre o il padre anziano. Dobbiamo essere bravi a mantenere la calma - dice Riccardo - perché alla base di tutto deve esserci la comprensione. Il momento è difficile e delicato per tutti». E nonostante siano le persone in là con l’età le più a rischio di fronte al coronavirus, sono proprio loro ad avere maggiormente la tendenza a trasgredire le norme studiate per combattere la diffusione di Covid-19. «Se escono di casa sapendo che rischia la vita, non sarà certo un dipendente della Conad a far cambiare loro idea. E allora, anche in questo caso, dobbiamo armarci di pazienza. Non c’è altro da fare». Riccardo non molla e continua a lavorare. Ma la sua vita è cambiata. Anche in casa. «I miei figli e mia moglie non escono dal 9 marzo. Quando torno da lavoro hanno quasi paura ad abbracciarmi. Non è bello, un po’ soffro, ma dobbiamo andare avanti». —

T.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web