Il presidio
Adesso però l’esame è bloccato centinaia di cittadini “beffati”
LIVORNO
Senza l’esame del sangue in un laboratorio privato Adriano Tramonti non avrebbe scoperto di essere positivo. E dunque di essere stato per giorni un (potenziale) untore, come dice lui, nonostante l’assenza di sintomi.
La sua storia riapre una questione attualissima in Toscana: lo stop che il governatore Rossi ha imposto ai laboratori privati che effettuavano gli esami sierologici ai cittadini.
Secondo i risultati delle prime due settimane di quei test (finché non è arrivata l’ordinanza di divieto) il 6-7% di chi si è presentato a farsi il prelievo è risultato avere gli anticorpi al Covid. Dunque aver contratto l’infezione e nella maggiorparte dei casi averla ancora in corso.
«La maggiorparte di questo 7% aveva anticorpi IgM, quelli cioè che indicano un’infezione recente o in atto», ha raccontato al Tirreno Riccardo Billeri, biologo e titolare del laboratorio Multitest all’Attias. «Ecco quelle sono persone che non sanno di essere contagiate e che, senza l’esame, possono infettare chi gli sta intorno».
Il ritratto di Billeri corrisponde esattamente alla situazione di Tramonti.
La domanda è: perché impedire ai cittadini di verificare la presenza o meno di anticorpi al Covid e ipotizzare dunque il contagio in corso (che solo il tampone può confermare)?
Sono oltre 500 quelli già in lista d’attesa nei laboratori privati , che non possono sottoporsi al test.
La consigliera regionale del Pd Monia Monni, che ha sostenuto con forza lo stop ai laboratori privati, ne ha fatto una questione di speculazione sulla paura. «Ma sarebbe bastato calmierare i prezzi: noi lo facciamo a 25 euro, il kit costa 18, in più ci mettiamo professionalità, rischio, personale, provetta e prelievo», dice Billeri. «Nessuno qui ci guadagna. Diverso ad esempio ciò che avvadeva in Liguria dove il test veniva fatto anche a 100 euro».
Rossi ha chiesto ai laboratori di convenzionarsi con la Regione per effettuare i test, ma ha limitato le categorie da esaminare a operatori sanitari, delle Rsa, volontari, farmacie etc. Potranno accedervi anche cittadini singoli con richiesta del medico o del pediatra ma solo se manifestino sintomi. Restano fuori dunque tutti gli asintomatici come Tramonti, che magari - proprio come lui - l’hanno preso in un locale pubblico.G.C.
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