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In venti alla messa, il vescovo: «La chiesa è grande e non c’erano assembramenti»
Monsignor Simone Giusti: «Spesso le funzioni sono vuote e invece ora che sono limitate i livornesi sono venuti in forze Il prete è stato responsabile»
LIVORNO. «La chiesa di Santa Maria del Soccorso è grande e anche se all’interno ci fossero state 20-30 persone (e non 13) non si sarebbe corso alcun rischio di contagio da coronavirus. Poi permettetemi una considerazione sulla straordinarietà dei livornesi: quando si può venire a messa spesso le chiese sono vuote, mentre ora che sono in vigore queste limitazioni i cittadini vengono in forze».
A parlare è monsignor Simone Giusti, il vescovo di Livorno. Il religioso era perfettamente a conoscenza del blitz di carabinieri e polizia di Stato in piazza Magenta, con tre pattuglie e una volante, tanto che dopo la funzione ne ha parlato pure con il parroco. «Durante la diretta streaming della messa sulla pagina della parrocchia, che è consentita anche alla presenza del personale autorizzato – precisa – all’interno sono entrate alcune persone che si sono messe a pregare, una delle quali anche con il cane. Anziché uscire, però, si sono fermate all’interno. Poi, almeno da quanto mi è stato riferito, è entrata un’altra persona a fare delle foto e dopo sono giunti i militari. Non so se sia una casualità o meno, ma è accaduto così. Sintomo di un momento nervosismo e paura, che però non deve sconfinare in psicosi».
Il prete non avrebbe sbagliato a lasciare le porte aperte della chiesa, «visto che in caso di emergenza le persone devono poter uscire rapidamente. Non ha sbagliato, è stato responsabile. Sono situazioni che possono capitare e non credo neanche che sia successo niente di particolare».
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