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Confindustria «Un altro stop rischia di metterci ko»
Livorno
Alla Confindustria l’idea di prorogare lo stop alle attività produttive proprio non va giù: «Indebolirà ulteriormente la tenuta del sistema economico regionale, già messa a dura prova dalla crisi e che, si stima, perda ogni mese 1,2 miliardi di valore aggiunto». Lo dice l’imprenditore livornese Alberto Ricci, presidente della Confindustria territoriale, in tandem con i colleghi delle organizzazioni consorelle delle altre città toscane e con i vertici regionali degli industriali: segnalando che il fermo delle attività industriali «in numerosi territori ha toccato punte del 90%, con un forte impatto sulla situazione delle aziende e sulla possibilità di ripresa».
C’è bisogno che «la recessione già in atto non si trasformi in una depressione dai costi sociali altissimi»: perciò il sistema confindustriale toscano chiede di «riprogrammare in tempi rapidi la ripartenza del motore produttivo regionale, mettendo al primo posto la sicurezza dei lavoratori, ma rimodulando la stessa definizione di settore strategico».
«Se le imprese sono in grado di assicurare ai dipendenti di operare in sicurezza – dice il presidente degli industriali toscani Alessio Marco Ranaldo – dobbiamo iniziare a progettare una graduale ripartenza, anche attuando interventi ulteriori di protezione. Ed è pure necessario rivalutare il criterio dell'appartenenza a settori strategici, visto che quando dovremo sostenere i costi della ripresa, tutti i settori saranno strategici». —
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